Per i concorsi
Scorrimento graduatorie e idonei: anche il Consiglio di Stato dà ragione alla linea del governo Meloni
La giustizia amministrativa conferma il buon operato della maggioranza di centrodestra. Si attende la circolare di Zangrillo. L'impegno di FdI
Arrivano due importanti sentenze della giustizia amministrativa che danno ragione al governo Meloni per l’utilizzo preminente delle graduatorie degli idonei nei concorsi. Mentre si attende una nuova circolare del ministro della funzione pubblica, Paolo Zangrillo.
Scorrimento graduatorie, il Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha consolidato l’orientamento favorevole allo scorrimento delle graduatorie degli idonei, riconoscendo il diritto all’assunzione quando l’Amministrazione decide di coprire posti vacanti. Il massimo organo della giustizia amministrativa, pur analizzando la giurisdizione, conferma con la sentenza n 390 /2025, l’obbligo di tutelare le aspettative dei candidati idonei, specialmente in casi di nuovo reclutamento.
Analogamente il Tar della Calabria, accogliendo il ricorso di alcuni dirigenti idonei di Vibo Valentia, ha annullato un concorso ribadendo la priorità dello scorrimento. Lo ha evidenziato la deputata della Lega, Simona Loizzo, rilanciando che, “l’impegno del nostro governo va nella direzione giusta“.
Dalle forze dell’ordine alla sanità
L’attività dell’esecutivo per tutelare gli idonei si è registrata e concentrata su diversi settori. Grazie all’impegno del sottosegretario agli interni di FdI, Wanda Ferro, e del ministro Piantedosi, sono stati arruolati centinaia di idonei delle forze di polizia che avevano superato un concorso. Stessa cosa è stata fatta nel comparto della sanità, nelle Regioni, quasi tutte, dove governa il centrodestra, sia per il personale medico e tecnico, che per gli Oss e gli infermieri.
La circolare di Zangrillo
Si attende una circolare ancora più esplicativa da parte del ministro della funzione pubblica, Paolo Zangrillo. L’ultima, in materia, è la numero 5 del 2013. La circolare, richiesta anche da Fratelli d’Italia, punta a incoraggiare l’utilizzo degli idonei. In tutte le amministrazioni pubbliche, ivi compresi gli enti locali. Ad esempio, comuni e province sono chiamate a privilegiare gli idonei piuttosto che le chiamate dirette disciplinate dall’art 110 del Testo Unico degli enti locali in relazione ai dirigenti. Peraltro, i concorsi terminati o banditi entro il 31 dicembre scorso hanno evitato la norma taglia idonei che prevede da quest’anno una percentuale massima del 20% di idoneità per quanti hanno sostenuto un concorso.