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Un momento della commemorazione al Senato della tragedia di Crans Montana

La commemorazione in Aula

Scoprirsi Nazione nel dolore: la tragedia di Crans Montana unisce tutta la politica nella richiesta di verità e giustizia

Il Senato vota all'unanimità una risoluzione per l'assistenza alle famiglie delle vittime e la costituzione dell'Italia come parte civile. Tajani ringrazia tutte le forze politiche per lo «spirito di coesione», alla Camera il Pd ringrazia il governo per quanto fatto

Politica - di Federica Parbuoni - 13 Gennaio 2026 alle 19:17

Il Parlamento si è stretto intorno alle vittime di Crans Montana, con un’unità pressoché inedita. In occasione delle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani al Senato è stata votata una risoluzione unitaria, firmata da tutti i gruppi, e alla Camera si è registrato anche un esplicito ringraziamento del Pd, espresso dal deputato Tony Ricciardi, «alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per aver voluto un momento di raccoglimento di tutta la politica e del Paese, al ministro Tajani per quanto fatto e per come l’ha fatto», oltre che «al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per averci rappresentato durante i funerali a Martigny». Uno «spirito di coesione» per il quale a sua volta anche Tajani ha voluto ringraziare tutte le forze politiche.

La Russa: «La Nazione si stringe come un’unica famiglia»

Aprendo la seduta, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ribadito le condoglianze alle famiglie e ha chiesto un minuto di silenzio. «Il nostro pensiero – ha detto – va alle famiglie delle vittime, dei giovani feriti che con dignità e forza stanno affrontando un momento difficilissimo, il loro e il dolore che patisce, tutta la Nazione e che ci fa stringere a loro come un’unica famiglia».

La risoluzione del Senato votata all’unanimità

Per una volta tutte le forze politiche remano nella stessa direzione del governo, senza steccati di sorta: l’Italia vuole e perseguirà in ogni modo verità e giustizia per i ragazzi morti, di cui Tajani ha letto i nomi in Aula, per quelli feriti, per le famiglie, per l’intero popolo italiano, dal quale, ha ricordato il ministro degli Esteri, «sale forte» questa richiesta. La risoluzione votata all’unanimità al Senato, per alzata di mano, impegna il governo «a porre in essere ogni iniziativa utile ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell’incendio nelle forme dell’assistenza legale consolare, nonché a valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile, compatibilmente con il rispetto del diritto internazionale e della sovranità giurisdizionale della Confederazione elvetica». Si tratta della richiesta di costituzione come parte civile che il governo ha già annunciato di voler avanzare.

Tajani legge i nomi dei ragazzi morti in Aula: «A Crans Montana una tragedia incommensurabile»

«La notte di Capodanno, si è consumata a Crans Montana, in Svizzera, una tragedia incommensurabile», ha detto Tajani durante le comunicazioni a Palazzo Madama, volendo «ricordare in quest’Aula insieme a voi – ha detto ai senatori – i nomi dei nostri connazionali che quella notte ci hanno lasciato: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi». Il ministro, ringraziando nuovamente tutta la macchina dei soccorsi per la professionalità e l’umanità del loro intervento e le forze politiche per lo «spirito di coesione», ha definito la tragedia «una ferita aperta per l’intera comunità nazionale» e ha ribadito che «continueremo a esigere un accertamento rigoroso delle responsabilità». Tajani ha parlato di «comportamenti negligenti sotto gli occhi di tutti» e chiarito che «è giusto che l’Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo».

L’impegno per la giustizia e «per far sì che non accada più quello che è successo a Corinaldo e a Crans-Montana»

Ma ha anche aggiunto che «la ricerca della verità è un dovere soprattutto perché la morte di questi ragazzi non può essere vana. Anche a casa nostra dobbiamo cercare di essere severi nei controlli per far sì che non accada più quello che è successo a Corinaldo e a Crans-Montana». «Ci sono delle cose che ritengo che debbano essere fatte, non sono il solo a decidere, ma credo che l’utilizzo di bottiglie con i fuochi d’artificio in un locale sia una cosa che non dovrebbe essere utilizzata», ha proseguito Tajani, spiegando di averne parlato anche con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. «Faremo in modo che i controlli da parte delle amministrazioni siano sempre più accurati perché – ha detto – per guadagnare mille, 2mila, 5mila 10mila euro in più non si può mettere a repentaglio la vita dei ragazzi. Vorrei che tragedie come quelle di Crans Montana non accadessero mai più».

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di Federica Parbuoni - 13 Gennaio 2026