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Scontro Italia-Iran: chi è Paola Amadei, l’ambasciatrice convocata” dagli Ayatollah. Fu decisiva su Cecilia Sala

La scheda della diplomatica

Scontro Italia-Iran: chi è Paola Amadei, l’ambasciatrice convocata” dagli Ayatollah. Fu decisiva su Cecilia Sala

Esteri - di Robert Perdicchi - 27 Gennaio 2026 alle 16:50

Servirà tutta la diplomazia femminile di Paola Amadei per gestire il caso dei “pasdaran”, definiti terroristi dal ministro degli Esteri Tajani, parole che hanno provocato la dura reazione dell’Iran con la convocazione dell’ambasciatrice d’Italia presso la Repubblica Islamica dell’Iran,  dal 2024, e la prima donna a ricoprire questo incarico a Teheran. Nata a Roma il 15 luglio 1964, laureata con lode in Scienze Politiche alla “Sapienza” di Roma e con un Master in Alti Studi Europei al Collegio d’Europa di Bruges, una carriera rapida e brillante iniziata a soli 28 anni. L’incidente diplomatico tra Italia e Iran nasce dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ieri aveva proposto di inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche, definendole responsabili di repressione violente e campagne intimidatorie contro dissidenti e cittadini. Teheran ha reagito richiamando con forza le parole di Tajani come “irresponsabili” e lesive della sovranità iraniana, sottolineando che i Pasdaran sono parte ufficiale delle Forze Armate iraniane. Il ministero degli Esteri di Teheran ha convocato l’ambasciatrice italiana Paola Amadei per una protesta formale, segnale diplomatico classico ma molto rilevante di disappunto verso Roma.

Paola Amadei è entrata in carriera diplomatica nel 1992, con specializzazione commerciale. Vice capo missione e capo dell’Ufficio commerciale all’Ambasciata d’Italia a Singapore (anni Novanta), primo segretario alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE a Bruxelles, dove nel 2003 ha presieduto il Gruppo America Latina del Consiglio UE durante la presidenza italiana. Ha svolto ruoli alla Farnesina nella Direzione Generale per l’Integrazione Europea, occupandosi di politica commerciale UE e OMC. Coordinatrice per politica commerciale e relazioni transatlantiche alla Rappresentanza italiana presso l’UE (dossier su USA, Canada, Corea, Giappone, indicazioni geografiche, antidumping, cultura e trasporti). Come ambasciatrice ha coperto la carica in Oman (Mascate) dal 2012; al termine del mandato ha ricevuto l’onorificenza del Sultano Qaboos, Ordine Al Noman di prima classe. Dal 2016 vice direttrice generale per la Mondializzazione e questioni globali e direttrice centrale per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale alla Farnesina, poi di nuovo ambasciatrice d’Italia in Bahrein (Manama) dal 2020 e dal 2024 in Iran.
L’ambasciatrice Paola Amadei ha avuto un ruolo centrale e attivo nella liberazione di Cecilia Sala, detenuta per 21 giorni nel carcere di Evin a Teheran alla fine del 2024 e liberata l’8 gennaio 2025. Ha tenuto un diario quotidiano con appunti su incontri, istruzioni dal ministro Tajani e bisogni di Sala (medicine, occhiali, libri), ha effettuato la prima visita consolare il 27 dicembre 2024 per verificare condizioni di salute e detenzione, riportando che Sala era “forte e coraggiosa” ma provata; ha garantito la vicinanza del governo italiano, ha consegnato note verbali all’Iran richiedendo “rilascio immediato” e “migliori condizioni detentive”, su indicazione della Farnesina. La liberazione era poi avvenuta grazie a un “intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence” del governo italiano, con Amadei in prima linea sul posto; il caso era legato anche a tensioni per l’arresto in Italia di un ingegnere iraniano, Mohammad Abedini. “Ha lavorato intensamente in questi giorni”, spiegava un anno fa il ministro degli esteri.

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di Robert Perdicchi - 27 Gennaio 2026