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Scioperi, da Landini a Valentina Nappi: “Fuga di cervelli? No, di peni. No alla porn-tax, blocchiamo l’Italia!”

Al Senato

Scioperi, da Landini a Valentina Nappi: “Fuga di cervelli? No, di peni. No alla porn-tax, blocchiamo l’Italia!”

Cronaca - di Leo Malaspina - 28 Gennaio 2026 alle 15:58

Pornostar in Parlamento, come ai tempi di Ilona Staller, Cicciolina, e come nel 2012 di Vittoria Risi, ospitata in un convegno alla Camera grazie a un invito di Vittorio Sgarbi, alla presenza di un interessantissimo Silvio Berlusconi. Stavolta, al Senato, con i Radicali, c‘era la star dei film a luci rossi, Valentina Nappi (video), in compagnia di alcune colleghe a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare promossa per abolire la tassa etica, un’addizionale del 25% su Irpef e Iresper chi opera nel settore del materiale pornografico. La tassa è definita una “tassa morale sull’intimità degli italiani” che non ha effetto deterrente, ma spinge la produzione all’estero. Le pornostar Valentina Nappi e Luiza Munteanu hanno sottolineano come il consumo di porno in Italia sia elevato e in crescita, rendendo la misura anacronistica e penalizzante per i lavoratori digitali del settore.

Sciopero del porno, le minacce di Valentina Nappi

“Siamo pronte allo sciopero per bloccare tutto il mondo del porno italiano”, hanno detto le due attrici, in perfetto stile Landini.  “Oltre quella dei cervelli avremo anche la fuga della figa e dei peni”, ha detto la  Nappi commentando la proposta di legge di iniziativa popolare presentata il 26 gennaio all’Hotel delle Nazioni di Roma e illustrata oggi 27 gennaio, in una delle sale del Senato. La misura è stata introdotta con la finanziaria 2006 dall’allora governo Berlusconi e, secondo i promotori, rappresenta una forma di imposizione fiscale basata su un giudizio morale e non sulla capacità contributiva.

Come chiarito di recente dall’Agenzia delle entrate, l’addizionale si applica anche ai contenuti audiovisivi prodotti su piattaforme digitali come Onlyfans, estendendo il perimetro della norma anche a creator e lavoratori online. Secondo il testo della proposta promossa dai Radicali Italiani, la tassa viola una serie di diritti e di principi costituzionali fondamentali, tra cui la laicità dello Stato, l’uguaglianza dei contribuenti davanti alla legge, la libertà di espressione e il principio di capacità contributiva. Per i promotori si tratta di una misura punitiva e stigmatizzante, che colpisce un settore pienamente legale e che, in futuro, potrebbe essere estesa anche ad altre attività ritenute non etiche o scomode”.

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