La sinistra permalosa
“Schlein Befana”. Il Pd contro il sindaco di Trieste ma dimentica gli insulti alla Meloni: brutta, grassa, scrofa…
Chi di ironia, o insulti ferisce, di “befana” perisce. Ha fatto scandalo, ieri, un post “politicamente scorretto”, come da sua abitudine, del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, con l’immagine di Elly Schlein a cavallo di una scopa in versione Befana. Roba da chat di ragazzini contro la preside o la maestra, ma che ha scatenato subito le ire funeste del Pd con accuse di “body shaming” su quella che – come si vede nell’immagine – è poco più che una caricatura, come da sempre – come dimenticare Forattini – se ne fanno sui politici. Ma quel disegnino è bastato a scatenare i “machi” della sinistra in difesa della donna offesa nella sua immagine, paragonata a quella della simpatica vecchietta che porta i doni ai bambini, mica alla saponificratice di Correggio…
La Schlein Befana che scatena il Pd
Il Partito Democratico, dai responsabili locali fino ai vertici nazionali, ha sparato ad alzo zero sul primo cittadino: per la segretaria del Friuli Venezia Giulia, Caterina Conti, il post “incarna la cultura di destra” e “non è satira né spirito goliardico, solo mancanza di rispetto”, un gesto volgare “che usa il body shaming come arma politica”. Ma si sono scatenati anche i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Senato e Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti con azzardati riferimenti alle “salme dei ragazzi morti a Crans Montana appena arrivate in Italia”. Solidarietà alla leader del Pd arriva anche da Italia Viva e dal Movimento Cinque Stelle. Ma su Schlein Befana avviene anche un miracolo politico: il campo largo si compatta e i renziani solidarizzano con la segretaria del Pd.
Peccato che in pochi ricordino quanto, da anni, accade, sui social e non solo, su Giorgia Meloni, che di body shaming, quello vero, è stata vittima fin da quando ha iniziato a prendere un po’ di voti. Come non ricordare le offese di Asia Argento, donna di sinistra, alla premier incinta, su cui da quel fronte non si levò una sola voce di condanna. E che dire di Paola Pessina, ex sindaco Pd di Rho (Milano), nel 2020 commentò sui social che Meloni “sta diventando brutta e calva”, scatenando polemiche. Dopo lo scandalo social, il Pd di Rho commentò l’episodio chiedendo di “ripartire dal rispetto”, senza però prenderne le distanze esplicitamente.
Ma ci sono anche gli intellettuali di area ad essersi segnalati negli anni, come Giovanni Gozzini, storico vicino al Pd e ex assessore, che nel 2021 la insultò definendola “ortolana, pesciaiola, rana dalla bocca larga, scrofa”. Ma anche gli uomini, a destra, sono abituati alle pesanti ironie “fisiche” della sinistra: uno su tutti, Renato Brunetta. Bollato, tanto per citarne uno per tutti, da Massimo D’Alema, come “energumeno tascabile”, senza ironia, anzi, come direbbe Lucio Dalla, senza allegria.