Un percorso lungo e complicato
Schillaci e Bertolaso al Niguarda in visita ai ragazzi ustionati. “Siamo fiduciosi, il personale medico è unico”
“Devo dire che sono particolarmente scosso”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al termine della visita ai feriti italiani del drammatico rogo di Capodanno a Crans Montana, ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. Alcuni nel reparto grandi ustionati, altri in rianimazione. Una visita faticosa e commuovente. “Per vedere i pazienti, per salutare i familiari e poi anche per ringraziare il personale medico”, ha spiegato. Commozione forte perché sono soprattutto ragazzi, molti minorenni con i genitori. “È un quadro particolare”, ha sottolineato il ministro uscendo dall’ospedale milanese.
Schillaci in visita al Niguarda: sono molto scosso
“I parenti sono fiduciosi sanno che sono curati in un centro di eccellenza. I pazienti sono “tutti molto giovani e quindi speriamo che in un posto di eccellenza come questo ne escano presto. I ragazzi ricoverati, quelli che abbiamo incontrato, li abbiamo incoraggiati. Speriamo – ha ripetuto Schillaci ai cronisti- che escano veramente presto da questa situazione così complicata, anche se in alcuni casi sappiamo che sarà un percorso molto lungo”. Più volte il titolare della Sanità ripete il ringraziamento al personale medico che definisce ‘unico’. Personale che sa unire alla grande professionalità una grande umanità.
“Siamo qui per i pazienti, per i familiari e per dimostrare che la sanità pubblica è un’eccellenza”
“Il motivo per cui siamo qui è questo. Per stare vicino ai pazienti, ai loro familiari, ringraziare tutto il personale medico, paramedico, l’ospedale. E a far vedere che poi la sanità pubblica italiana, in questo caso quella lombarda, è una vera eccellenza”. Con Schillaci al Niguarda anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. “Credo che il significato” di questa visita, ha sottolineato Fontana, “sia quello che ha descritto il ministro”. È stato un momento “anche per esprimere un ringraziamento a chi lavora” nella struttura, oltre che “vicinanza ai genitori e sostegno ai ragazzi”.
Bertolaso: per 3-4 di loro sarà un percorso molto lungo e complesso
Durante il punto stampa davanti al Niguarda Bertolaso ricorda che dei giovani pazienti dell’incendio svizzero ricoverati 7 sono in rianimazione e 5 intubati al Centro ustioni. “Speriamo che un paio di loro nelle prossime giornate possano essere estubati. Per 3-4 di loro il percorso sarà molto più lungo e complicato”. I genitori – continua l’ex direttore della Protezione civile – sono tutti qui. Hanno un loro spazio dove si possono incontrare. Possono stare vicino ai figli, incontrano soprattutto i medici curanti. Li ho trovati tutti tranquilli, ma in grande ansia. – Ci sono un paio di genitori che non sono di Milano e gli abbiamo messo a disposizione strutture alberghiere. Sono tutti soddisfatti di quello che stiamo facendo”. La questione più complicata non riguarda tanto le ustioni importanti per tutti, ma sono le situazioni polmonari. “Tutti questi ragazzi hanno dovuto respirare sostanze altamente tossiche che adesso purtroppo a livello polmonare stanno prendendo il sopravvento. E stanno creando tutta una serie di problematiche, soprattutto di natura infettiva, molto difficili da fronteggiare”.