Verso il voto
Referendum: radicali in campo per il sì. Ecco il “Comitato Pannella Sciascia Tortora”. E denunciano lo spot dell’Anm
Nella storica sede del partito a Roma si presentano i promotori dell'iniziativa che sostiene la riforma della Giustizia. Presidente onorario è il professor Spangher che attacca l'Associazione nazionale magistrati: evitare le notizie false
“Oggi siamo alla sede del Partito Radicale, una sede iconica, storica dove si sono fatte tante battaglie civili. Siamo qui per presentare e rendere pubblica la denuncia che è stata fatta nei confronti del Comitato per il “no” al referendum che ha pubblicizzato con una serie di manifesti in tutta Italia una notizia che noi riteniamo non vera, grave per quello che riguarda il disorientamento che può creare nell’opinione pubblica”. È quanto ha spiegato ai microfoni di Ageei, l’avvocato Fabio Federico a margine della presentazione della conferenza pubblica a sostegno del “sì” del “Comitato Pannella Sciascia Tortora” che lo vede coordinatore e che è stato istituito in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma costituzionale circa la separazione delle carriere dei magistrati.
Spangher denuncia la campagna dell’Anm
Durante la conferenza organizzata dagli esponenti radicali, si è parlato anche della denuncia presentata dal Prof. Giorgio Spangher in qualità di presidente onorario del “Comitato Pannella Sciascia Tortora” per il Sì alla separazione delle carriere, promosso dal Partito radicale contro uno spot promosso dall’ANM per la campagna referendaria. Spangher chiarisce che “abbiamo deciso di denunciare lo spot dell’ANM perché a un certo punto bisogna pure dare un segnale di una campagna elettorale che rischia una deriva di forte contrapposizione nella quale bisogna evitare che ci siano false notizie. Siccome ci sono gli strumenti giuridici per i quali la magistratura stessa può accertare se c’è stata o meno una violazione noi abbiamo ritenuto di investire la magistratura di questa questione”.
Federico: riforma necessaria per avere un giudice imparziale
“Bisogna dire di sì perché è una riforma necessaria, indispensabile anche per la giustizia ma soprattutto per riorganizzare la magistratura, per dare un segnale importante al Paese di avere un giudice terzo e imparziale” ha spiegato il coordinatore del comitato, Federico, che vede scendere in campo a favore della nuova legge sulla giustizia anche il Partito radicale. Federico ha sottolineato come sia necessario in “questa fase restituire un equilibrio e una terzietà del giudice che è importante anche nella organizzazione della magistratura al quale è deputato attualmente il Consiglio Superiore della Magistratura che dovrà ovviamente ricostruirsi in questi due Consigli Superiore della Magistratura. In questo momento storico è una fase di progresso politico necessario per rendere i cittadini al centro della giustizia e soprattutto alla tutela dei diritti”.
Prosperetti: non sono convincenti i temi dei comitati per il no
Sulla stessa linea anche l’Avv. Giulio Prosperetti, Presidente del “Comitato Popolari per il SI” che ha dichiarato: “Devo dire che gli argomenti che portano i Comitati per il NO non sono convincenti. In particolare ad esempio il procuratore Gratteri, che io stimo moltissimo come Pubblico Ministero, però usa un argomento sbagliato. Dice che le tante assoluzioni che ci sono dimostrano che il giudice non è in qualche maniera intimidito, diciamo così, dai pubblici ministeri. L’argomento è sbagliato perché queste assoluzioni vengono dopo dieci anni, quando uno magari ha scontato arresti domiciliari, carcerazione preventiva quando la sua immagine è stata distrutta. Insomma la vera pena è il processo.”