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Referendum, la sinistra pensa alla Meloni, ma Elly Schlein si dimette se vince il sì?

Verso il 22 e 23 marzo

Referendum, la sinistra pensa alla Meloni, ma Elly Schlein si dimette se vince il sì?

La segretaria del Pd sostiene il no alla riforma della giustizia spaccando il partito sul tema . Ma sarebbe interessante sapere se lei è pronta a metterci la faccia e ad annunciare un passo indietro nel caso in cui i cittadini dovessero confermare la legge

Il commento - di Giovanna Ianniello - 17 Gennaio 2026 alle 15:00

Da mesi, in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, molti politici, commentatori e osservatori della sinistra sono impegnati a spiegare cosa dovrebbe fare il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nel caso in cui la riforma venisse respinta dal voto degli italiani. Un dibattito decisamente ideologico e a tratti propagandistico, visto che questo provvedimento è un impegno che il capo del governo ha assunto in campagna elettorale e messo nero su bianco nel programma dell’esecutivo di centrodestra.

Cosa dovrebbe fare Elly Schlein in caso di vittoria del sì?

Chiarito dunque che sarebbe stato lecito chiedere le dimissioni della premier se non avesse fatto la riforma, e non il contrario, la domanda che potrebbe trovare una risposta più interessante riguarda l’altra parte della barricata: cosa dovrebbe fare Elly Schlein in caso di vittoria al referendum del sì tenendo presente anche la spaccatura che la posizione assunta dalla segreteria del Nazareno ha provocato all’interno nel Partito democratico?
Si tratta di un quesito alquanto interessante e che offrirebbe numerosi spunti di riflessione sullo stato di salute della sinistra a un anno e mezzo dalle prossime elezioni politiche.

Quesito che gli illuminati commentatori non si pongono pubblicamente

Eppure nessuno degli illuminati commentatori e intellettuali che riempiono i salotti televisivi dispensando lezioni di geo-politica e di come la destra dovrebbe fare la destra, lo ha mai posto pubblicamente. Solo oggi dal quotidiano il Dubbio il tema emerge in punta di piedi e ad affrontarlo, seppur in modo decisamente soft, è Giovanni Orsina, direttore del dipartimento di Scienze Politiche-Luiss.

Per Orsina segretaria ne uscirebbe azzoppata

Interpellato dal quotidiano, Orsina è partito, tanto per cambiare, dai passi indietro di Meloni e Nordio in caso di vittoria del no. Ma con un guizzo in codice ha nominato la segretaria dem spiegando che “la vera dinamica che sarebbe interessante osservare” non riguarda il governo e la sua tenuta ma è un’altra. “La mia impressione è che anche per il Pd, in caso di vittoria del Sì, non cambierebbe molto. Schlein si è spesa molto per il No e quindi ne uscirebbe azzoppata, ma avrebbe senso cambiare segretario a un anno dal voto politico?” si chiede Orsina.

Fa più male la vittoria del sì al centrosinistra che la vittoria del no a Meloni

E il professore aggiunge: “Una vittoria del Sì indebolirebbe ancora di più una segretaria già traballante e il centrosinistra andrebbe al voto in una situazione di grande difficoltà. Non so se un anno basterebbe per recuperare da una botta di quel tipo o per lanciare la corsa di un leader diverso da Schlein. Ma il punto è che questo è un referendum asimmetrico, nel senso che una vittoria del No farebbe meno danni a Meloni di quanto una vittoria del Sì farebbe al centrosinistra”.

Schlein è disposta a metterci la faccia?

Che cosa farà, dunque, Elly Schlein in caso di vittoria del Sì al referendum sulla giustizia? Sarebbe interessante capire se la motivazione che spinge la segretaria a sostenere il No è tale da metterci la faccia e puntare il tutto per tutto. Chiederlo a Conte invece è inutile: dopo aver governato con tutti, compresi Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, pur di restare ancorato alla poltrona richiamerebbe in Senato pure Ciampolillo.

Ma l’ex ‘sardina’ Schlein, è davvero diversa dai suoi predecessori del Pd o nulla è cambiato quando si tratta di difendere il posto? Un bel dilemma di cui sicuramente i cittadini italiani non sentiranno parlare nei talk televisivi e non leggeranno sui giornaloni che piacciono ai democratici della sinistra, ma che sicuramente meriterebbe una risposta.

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di Giovanna Ianniello - 17 Gennaio 2026