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Referendum confermativo sulla Giustizia: si vota il 22 e il 23 marzo. Ecco perché non servirà il quorum

L'incognita ricorso

Referendum confermativo sulla Giustizia: si vota il 22 e il 23 marzo. Ecco perché non servirà il quorum

Politica - di Carlo Marini - 12 Gennaio 2026 alle 18:43

Come preannunciato dalla premier Giorgia Meloni in occasione della conferenza stampa di inizio anno, il Consiglio dei ministri ha fissato per il 22 e 23 marzo le date in cui si svolgerà il Referendum confermativo della riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati.

Una data che per l’esecutivo segna un compromesso tra il primo marzo, caldeggiata dalla maggioranza, e il mese di aprile auspicato dall’opposizione. Ma è una data che comunque scontenta i comitati per il No. Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, esprime “soddisfazione per la decisione del Consiglio dei ministri di fissare al 22 e 23 marzo il Referendum sulla separazione delle carriere”,  definendolo “un passaggio rilevante che affida ai cittadini una scelta di grande importanza per la giustizia” e auspicando “una partecipazione ampia e consapevole: quale che sia l’esito, è fondamentale che una riforma di questa portata nasca da chiara condivisione democratica”.

Foti: il referendum può slittare? Bisogna vedere se il ricorso sarà accolto

La data scelta del referendum però potrebbe cambiare se la raccolta di firme in corso per un nuovo referendum dovesse raggiungere quota 500 mila entro fine gennaio, dando luogo a un intervento della Corte costituzionale.

Se raggiungessero le 500 mila necessarie entro fine gennaio (in queste ore hanno raggiunto le 400 mila) farebbero ricorso alla Consulta, mettendo in discussione la data e i piani della maggioranza. «L’unica cosa che non manca in Italia è la possibilità di fare ricorsi, il problema però è farseli accogliere…», ha commentato il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti con un giornalista che gli prospettava questa eventualità.

Suppletive in Veneto in concomitanza col referendum

Nella stessa data si voterà in Veneto anche per elezioni suppletive. Le elezioni si terranno per i seggi uninominali della Camera dei Deputati lasciati vacanti in Veneto da Alberto Stefani e Massimo Bitonci, entrambi cessati dal mandato parlamentare a seguito delle elezioni regionali.

Referendum confermativo, non serve il quorum

Separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, riforma del Csm con la creazione di due diversi organi di autogoverno e istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Sono i pilastri della riforma costituzionale della magistratura che sarà sottoposta a referendum confermativo. Il referendum in questione prescinde dal quorum. Il che significa che la consultazione popolare è valida al di là di quanti elettori si recheranno alle urne e dunque si procede al conteggio dei voti indipendentemente dalla partecipazione. Una caratteristica, questa, che lo distingue dal referendum abrogativo, con il quale si decide se abrogare o meno una legge, e che invece prevede un quorum per la sua validità (almeno il 50% piu’ uno degli aventi diritto deve recarsi a votare). Sarà sufficiente anche un solo voto in più dei favorevoli alla riforma o di quelli contrari per confermare o meno la modifica della Carta.

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di Carlo Marini - 12 Gennaio 2026