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Putin fa la faccia di bronzo con gli ambasciatori europei: “Le relazioni lasciano a desiderare, ma non per colpa nostra”

Un'uscita fuori luogo

Putin fa la faccia di bronzo con gli ambasciatori europei: “Le relazioni lasciano a desiderare, ma non per colpa nostra”

Esteri - di Gabriele Caramelli - 15 Gennaio 2026 alle 20:02

Ci vuole una gran faccia tosta per dire che le relazioni tra la Russia e L’Europa si sono incrinate a causa della seconda controparte. I buoni rapporti, in realtà, si sono rovinati da quando il Cremlino ha deciso di invadere l’Ucraina. Ma un uomo come Vladimir Putin, che di espressioni marmoree se ne intende, ha lanciato una frecciatina agli ambasciatori europei a Mosca, che si sono riuniti con lui per una cerimonia. «Le nostre relazioni con ciascuno dei paesi europei qui rappresentati (Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Norvegia, Svezia, Austria, Svizzera e Italia ndr), hanno profonde radici storiche e sono ricche di esempi di partnership reciprocamente vantaggiose e di cooperazione culturale reciprocamente arricchente» ha spiegato il presidente russo, specificando che «lo stato attuale delle relazioni bilaterali tra i paesi citati e la Russia lascia molto a desiderare».

Putin fa la faccia di bronzo con gli ambasciatori europei

Il capo del Cremlino ha tenuto a precisare che il dialogo e i contatti con i Paesi europei, tra cui l’Italia «senza alcuna colpa da parte nostra, voglio sottolinearlo, sono stati ridotti al minimo…La cooperazione su questioni chiave internazionali e regionali è stata congelata». Insomma, dopo la presentazione delle lettere di credenziali di 34 nuovi ambasciatori, tra cui l’italiano Stefano Beltrame, lo “Zar 2.o” ha scelto di aumentare immotivatamente la tensione.

E ancora: «Vorrei credere che, col tempo, la situazione cambierà e che i nostri Paesi torneranno a una comunicazione normale e costruttiva, basata sui principi del rispetto degli interessi nazionali e sulla considerazione delle legittime preoccupazioni in materia di sicurezza». Poi ha concluso, adottando un metodo diplomatico che poco gli si addice: «La Russia è stata e rimane impegnata proprio su questo approccio ed è pronta a ripristinare il livello di relazioni di cui abbiamo bisogno».

Tajani: «Non siamo in guerra con la Russia, l’invasione dell’Ucraina è illegittima»

Alle parole del presidente russo ha replicato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con fermezza: «Vladimir Putin, sostiene che le relazioni con l’Italia “lasciano a desiderare” perché noi abbiamo detto che la Russia ha invaso l’Ucraina e abbiamo difeso l’Ucraina, ma noi non siamo in guerra con la Russia e non lo siamo mai stati». Il titolare della Farnesina ha tenuto a ribadire che: «Non siamo in guerra con il popolo russo. Abbiamo detto soltanto che il Cremlino ha sbagliato, che l’invasione dell’Ucraina è stato un atto che noi consideriamo assolutamente illegittimo, che punta a conculcare la libertà degli ucraini. Nulla di più».

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di Gabriele Caramelli - 15 Gennaio 2026