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Alcuni dissidenti iraniani mostrano la foto di Reza Pahlavi alla manifestazione della sinistra per l’Iran: cacciati

Sempre i soliti

Pure i dissidenti iraniani cacciati dalla piazza della sinistra. Ma Schlein & co fanno passerella per dire che stanno con loro

Alla manifestazione in Campidoglio si ripete quanto accaduto con gli esuli venezuelani: certa sinistra vuole insegnare a chi ha vissuto la repressione come bisogna combatterla. Il sostegno a Pahlavi accolto con un «vergogna, è pagato da Trump»

Politica - di Luciana Delli Colli - 16 Gennaio 2026 alle 18:25

Si è replicato nella piazza della sinistra per l’Iran ciò che era accaduto in quella sul Venezuela: i manifestanti hanno allontanato un gruppo di iraniani, le cui posizioni evidentemente non erano gradite. Nessuno ha osato difendere il regime degli ayatollah, come fatto con quello di Maduro, ma i manifestanti – raggiunti da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e dalle delegazioni dei rispettivi partiti – hanno comunque ritenuto di dover insegnare a chi ha vissuto la repressione come bisogna combatterla.

I dissidenti iraniani allontanati dalla piazza della sinistra

Pietra dello scandalo è stata il fatto che alcuni iraniani si siano presentati in piazza con dei cartelli e con la foto di Reza Pahlavi, figlio dello Scià di Persia e punto di riferimento dei dissidenti. «Vergogna, è pagato da Trump», è stata la risposta che hanno ricevuto, prima di essere allontanati da piazza del Campidoglio, dove Amnesty international ha offerto una sponda all’opposizione per manifestare dopo i tentennamenti dei giorni scorsi e la pessima pagina scritta dal M5S con l’astensione sulla mozione votata da tutti i gruppi parlamentari.

Ma Schlein, Conte & co rivendicano di stare al fianco del popolo iraniano

«È importantissimo per noi essere qua a dare piena solidarietà e supporto al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà», ha detto Elly Schlein, usando parole molto dure contro la repressione e aggiungendo che «serve che la comunità internazionale e l’Unione Europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni sforzo per isolare il regime, per evitare che anche dai Paesi vicini possa arrivare alcuna forma di supporto a questa repressione». «Siamo qui per sottolineare il supporto alla autodeterminazione del popolo iraniano», ha aggiunto la segretaria dem.

Giuseppe Conte è andato in piazza a dire che «dobbiamo dare un segnale, anche in concreto, per stare vicino a tutti i cittadini, le associazioni e soprattutto gli iraniani, giovani, donne in particolare, studenti universitari dissidenti». «Mi sono preoccupato per la repressione violenta che in questo momento il regime, un regime dispotico, un regime dittatoriale, sta imprimendo. Una svolta violenta che condanniamo con la massima fermezza e siamo qui a testimoniare la nostra massima solidarietà», ha detto il leader del M5S, sebbene si sia sottratto al voto che quella condanna la esprimeva a livello parlamentare.

«Mi pare naturale essere unitariamente al fianco di un popolo di lotta, per la sua libertà, per la democrazia, per i diritti civili e noi per quel che ci riguarda, penso ad Avs, ma credo di poter parlare a nome di tutto il campo progressista, siamo sempre al fianco dei popoli che lottano per la loro libertà», ha detto poi Fratoianni, parlando con i giornalisti di quello che per la sinistra era la necessità politica della piazza: dire che il campo largo esiste, nonostante i distinguo, gli sgambetti, le mozioni separate che sempre i partiti che (teoricamente) lo costituiscono presentano in sede parlamentare. Che esiste, insomma, a dispetto delle loro azioni che puntualmente dicono il contrario.

«Dalla parte dei popoli che lottano per la libertà» …purché lo facciano come vuole la sinistra

«Siamo tutti e tutte insieme e lo siamo non da oggi, lo dico a chi dalle parti del centrodestra gioca in modo strumentale accusandoci di ambiguità», ha sostenuto ancora Fratoianni, aggiungendo che «per noi è assolutamente naturale essere qui oggi, come siamo sempre stati dalla parte dei popoli che lottano per la libertà». Ma i cui rappresentanti, come dimostra il trattamento riservato ai dissidenti venezuelani e iraniani, devono pensarla come la sinistra altrimenti non sono i benvenuti nelle sue piazze…

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di Luciana Delli Colli - 16 Gennaio 2026