Ucciso da Cosa nostra
Piersanti Mattarella, 46 anni fa l’omicidio mafioso. Il ricordo della premier Meloni: esempio per chi serve le istituzioni
Era la mattina del 6 gennaio di 46 anni fa quando Piersanti Mattarella, all’epoca presidente della Regione Sicilia, venne ucciso mentre si recava a messa con la sua famiglia. Palermo ha ricordato l’esponente democristiano, fratello dell’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, con una celebrazione solenne in Via della Libertà, il luogo in cui fu ucciso da un killer rimasto tuttora ignoto.
Insieme alla famiglia Mattarella, hanno partecipato anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e il presidente della Regione, Renato Schifani. L’anniversario è stato ricordato dalle principali cariche istituzionali e da esponenti di tutte le forze politiche.
“Sono trascorsi quarantasei anni dal sacrificio di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 – ha dichiarato la premier Giorgia Meloni – La forza del suo esempio, il coraggio delle sue idee e il suo amore per il bene comune rimangono un punto di riferimento per ogni cittadino e per chi sceglie di mettersi al servizio delle Istituzioni”.
In post sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha ricordato che “la sua azione, fondata su rigore, trasparenza e rispetto delle istituzioni, resta un riferimento alto per chi crede in una Sicilia e in una Italia libere dalla criminalità organizzata. Il suo esempio continua a richiamarci al dovere della legalità e del servizio al bene comune”.
Giuli ricorda “un coraggioso servitore politico della sua Sicilia”
“Ricordo indelebile di un uomo – ha sottolineato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli – di un coraggioso servitore politico della sua amata Sicilia, che ha dato la vita per la sua fedeltà alle Istituzioni, lottando strenuamente contro la mafia”.
Piersanti Mattarella è stato “un uomo delle istituzioni che seppe interpretare la politica come servizio rigoroso e di responsabilità morale”. Lo ha sottolineato Chiara Colosimo, presidente della commissione Antimafia rilanciando sui social un discorso dello stesso Piersanti Mattarella davanti all’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
“Da presidente della Regione siciliana, Mattarella pretendeva regole chiare, lavorava per modernizzare l’amministrazione regionale, sottraendola a pratiche opache e clientelari”. Secondo la presidente dell’Antimafia, “la sua eredità, ancora attuale, vive nella memoria di chi continua a credere che la politica, quando è esercitata con onestà e determinazione, possa essere uno strumento di contrasto e di riscatto dalla violenza mafiosa”.
Per il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, “la serietà dell’impegno pubblico, la coerenza delle scelte, il rifiuto di ogni logica di convenienza e l’impegno antimafia hanno segnato un modo alto di intendere la politica, orientato al bene comune e al rispetto delle istituzioni. Venne colpito poco dopo essere stato isolato da quella stessa sinistra che aveva portato nella maggioranza di governo alla Regione Siciliana. Il suo patrimonio di valori civili e morali resta ancora oggi di straordinaria attualità”.
“Piersanti Mattarella – ha dichiarato Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata siciliana di Forza Italia – ci ha insegnato che fare politica significa servire la comunità, proteggere la legalità e difendere i più deboli, anche a costo della propria vita. Il suo sacrificio non appartiene solo alla storia, ma deve ispirare ogni giorno chi crede nella libertà, nella giustizia e nella trasparenza”.