CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Piccoli castristi crescono: rimpiangono il regime di Maduro e arruolano pure i maranza contro il governo

Occhio a sinistra

Piccoli castristi crescono: rimpiangono il regime di Maduro e arruolano pure i maranza contro il governo

Cronaca - di Maurizio Ferrini - 17 Gennaio 2026 alle 15:27

Piccoli castristi crescono: emblematica la deriva del movimento di estrema sinistra Cambiare rotta. Circola sui social il video in cui, a Roma celebrano quel che resta del regime di Maduro: alla Sapienza hanno scoperto una targa per i militari cubani morti a Caracas. Mandati a morire dall’Avana per proteggere il dittatore venezuelano. I giovani comunisti di Cambiare Rotta celebrano quei poveri soldati, nella narrazione di una resistenza che non esiste.

Un appello veterocomunista che neanche Che Guevara avrebbe formulato in maniera così retorica e grottesca, come se in Venezuela fino a qualche giorno fa non fosse stato in vigore un regime liberticidia ma una Disneyland della democrazia, della libertà e dei diritti umani.

Il video con la targa alla Sapienza per i “caduti” in Venezuela

Gli studenti di Cambiare Rotta Roma celebrano un Eden che non è mai esistito, come possono confermare gli esuli cubani (e anche quelli venezuelani) arrivati in Europa. Peccato che, quando l’organizzazione di estrema sinistra si trova a interfacciarsi con gli esuli dei sinistri regimi latinoamericani, vengano addirittura aggrediti verbalmente dai comunisti da salotto. Ne sa qualcosa la signora cubana che aveva provato a interloquire con un docente universitario romano, rimediando gli insulti del suddetto cattedratico. Il video è diventato rapidamente virale, ad immortalare la doppia morale della sinistra italiana.

Bufera su Luciano Vasapollo, orfano di Maduro e docente universitario chiarissimo (almeno negli insulti)

Ma lo stravolgimento della realtà arriva in un altro post social, nel quale i giovani di Cambiare Rotta fanno asse con i giovani nordafricani che sono rimasti feriti nella rissa con un altro gruppo di giovani di nazionalità italiana. In un post accusano addirittura il governo di avere responsabilità in queste violenze. Per la cronaca, nessuno dei nordafricani feriti ha voluto sporgere denuncia.

Il post delirante di Cambiare rotta Roma: l’aggressione ai maranza? Colpa del governo

«Sono le conseguenze di un governo di “fascisti dentro” che ha individuato in migranti e giovani di seconda e terza generazione il capro espiatorio e l’erbaccia da estirpare, tanto da farne il principale bersaglio delle misure restrittive previste dall’ultima bozza di decreto sicurezza e dal decreto “anti-maranza”», si legge nel post social di Cambiare Rotta Roma.

L’inquietante solidarietà coi Maranza: siamo figli della stessa rabbia

«Alla violenza squadrista, al razzismo, al tentativo di divisione opponiamo la solidarietà. Se le strade sono pericolose, se non c’è “sicurezza” per il nostro futuro, la colpa è di un governo e di un arco parlamentare nemici delle classi popolari e delle giovani generazioni.
La “sicurezza” che vogliamo è quella di non essere attaccati dai fascisti, di non essere sfruttati, di non essere condannati a guerra e precarietà. Come giovani, studenti ed abitanti dei quartieri popolari siamo figli della stessa rabbia e continueremo a costruire l’opposizione!», conclude la nota in un inquietante e allusivo messaggio di solidarietà con i maranza.

 

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Maurizio Ferrini - 17 Gennaio 2026