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Nuovo partito comunista: ennesima, indegna lista di proscrizione. Nel mirino: politici, giornalisti, manager e tante donne

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Nuovo partito comunista: ennesima, indegna lista di proscrizione. Nel mirino: politici, giornalisti, manager e tante donne

Il sito già noto per la vergognosa iniziativa aggiorna i nomi degli "agenti dell’entità sionista in Italia". Tra loro tanti professionisti dell'informazione e esponenti dei partiti. La solidarietà di Giornaliste italiane

Politica - di Eva De Alessandri - 14 Gennaio 2026 alle 17:43

Ci risiamo. A distanza di circa sei mesi dallo scorso giugno, quando il Secolo d’Italia scrisse dell’infame lista ‘di proscrizione’ pubblicata dal sito del nuovo partito comunista italiano, arriva l’aggiornamento dei nomi di quelli che vengono indicati come “agenti dell’entità sionista in Italia e dei loro collaboratori”. Un lungo elenco in cui compaiono numerosi esponenti della società civile italiana, manager, politici, giornalisti e tante donne.

Non solo i nomi: anche biografie e foto

Un elenco corposo che riporta non solo nomi e cognomi ma anche una sorta di brevi biografie, quasi a raccontare l’ossessione e la grande dedizione riservata al tema da questi personaggi, che vorrebbero fare dell’Italia “un nuovo paese socialista” (con la p rigorosamente minuscola) come loro stessi scrivono. Per alcune categorie addirittura le foto, che assumono in questo contesto una valenza ancor più inquietante.

Elenco diviso in otto ‘categorie’

I nominativi, riportati in grassetto nel testo, non vengono numerati ma le categorie si: in tutto sono 8, a partire dalle “Società finanziarie e assicurative israeliane attive in Italia ed esponenti che dirigono, posseggono quote, hanno ruoli preminenti o fanno parte dei Consigli di Amministrazione di tali società o di enti e istituzioni attivi in questo campo” e dalle “Società industriali e commerciali israeliane attive in Italia ed esponenti che dirigono, posseggono quote, hanno ruoli preminenti o fanno parte dei Consigli di Amministrazione di tali società o di enti e istituzioni attivi in questo campo”.

Elenco più numeroso quello dei giornalisti

Tuttavia quelle più corpose sono senza dubbio quella dei “Sionisti esponenti di partiti politici delle Larghe Intese o rappresentanti di fondazioni ed enti pubblici o associazioni attivi nel sostegno alle iniziative dello Stato sionista d’Israele” in cui appaiono i nomi di numerosi esponenti del governo, a partire dalla premier Giorgia Meloni ma anche di rappresentanti di tutti i partiti italiani, ma soprattutto quella dei “Sionisti presenti nel sistema mass-mediatico e culturale italiano (dirigenti, giornalisti, intellettuali) particolarmente attivi nel sostegno alle iniziative dello Stato sionista d’Israele o suoi promotori in Italia”. Per questa particolare categoria, che figura come numero 7 della lista ‘di proscrizione’ i nomi riportati sono molto numerosi.

Arrivano le solidarietà

Si ripete dunque lo scandalo, più volte denunciato dagli inconsapevoli protagonisti che si sono ritrovati coinvolti in questa esperienza. E ad esprime la solidarietà è stata questa volta l’associazione Giornaliste italiane, che tra le sue fila annovera anche importanti esponenti del mondo della comunicazione e della politica indicate sul sito degli autodefiniti nuovi comunisti.

Giornaliste Italiane: scandalo gravissimo

“L’Associazione Giornaliste Italiane esprime innanzitutto la propria piena solidarietà alle nostre iscritte Eugenia Roccella ed Ester Mieli, e a tutte le giornaliste e i giornalisti colpiti dalla cosiddetta lista di proscrizione stilata da un sedicente nuovo partito comunista” si legge nella nota diffusa dall’associazione. “È uno scandalo gravissimo che tali liste vengano aggiornate periodicamente, con cadenza semestrale, e continuino a essere diffuse impunemente, nel silenzio e nell’assenza di conseguenze.

Pratica di intimidazione sistematica

Secondo le giornaliste dell’associazione “la reiterazione di questo atto dimostra la volontà di portare avanti una pratica di intimidazione sistematica, che richiama metodi propri dei regimi autoritari. Schedare persone sulla base di presunte appartenenze ideologiche o posizioni politiche costituisce una minaccia diretta alla libertà di espressione, al pluralismo democratico e alla sicurezza personale, e colpisce in modo particolare chi svolge il lavoro di informare – conclude GI – Come giornaliste, denunciamo con forza questa deriva e chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire immediatamente, ponendo fine a una pratica incompatibile con lo Stato di diritto e con i valori sanciti dalla Costituzione”.

Frangi (cda Rai): Istituzioni intervengano

Sul caso è intervenuta anche Federica Frangi, consigliere di amministrazione della Rai, appresa la notizia della presenza nell’elenco di numerosi dirigenti e giornalisti del servizio pubblico. “La pubblicazione e il periodico aggiornamento di liste di proscrizione, fondate su classificazioni ideologiche arbitrarie, costituiscono una pratica grave e inaccettabile che colpisce non solo le giornaliste e i giornalisti, ma anche dirigenti della Rai e altri professionisti dell’informazione”, dichiara Frangi. “Desidero esprimere la mia solidarietà a tutte le persone coinvolte, in particolare a chi opera all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo, oggi esposto a forme di delegittimazione e pressione indebita – continua – Il fatto che tali liste continuino a essere diffuse e aggiornate nel tempo senza conseguenze rappresenta un elemento di forte allarme. La schedatura pubblica di professionisti sulla base di presunte appartenenze ideologiche non è compatibile con i principi democratici né con il rispetto delle libertà fondamentali”. “Colpire il servizio pubblico significa colpire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e pluralista. Per questo è necessario che le istituzioni competenti intervengano in modo tempestivo, riaffermando la tutela delle libertà fondamentali e il rispetto dei principi costituzionali”, conclude Frangi.

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di Eva De Alessandri - 14 Gennaio 2026