Il ministro rassicura
Niger, attacco all’aeroporto che ospita militari italiani. Crosetto: “I nostri soldati non coinvolti”
Per diversi osservatori è opra delle forze jihadiste. Presente nella struttura anche un carico di uranio
Le forze di sicurezza del Niger sono state schierate attorno all’aeroporto internazionale della capitale Niamey a seguito dei pesanti scontri a fuoco e delle esplosioni scoppiati poco dopo mezzanotte in quello che a diversi osservatori è sembrato un attacco jihadista. L’aeroporto internazionale ‘Diori Hamani’ della capitale nigerina ospita una base aerea, una di recente costruzione per droni e si trova a circa 10 chilometri dal palazzo presidenziale. E ospita anche militari italiani.
La precisazione di Crosetto
“Sto seguendo con la massima attenzione gli aggiornamenti relativi agli scontri avvenuti in Niger “, ha dichiarato oggi il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una nota pubblicata sul sito del ministero, segnalando che nessun militare italiano è stato coinvolto. “La priorità assoluta resta la sicurezza del personale italiano e dei nostri militari della Missione Italiana di Supporto in Niger (MISIN) che non risultano essere stati in alcun modo coinvolti”, ha rassicurato il ministro.
“Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, con il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Iannucci, nonché con Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE) per monitorare la situazione”, ha specificato il titolare della Difesa.
L’attacco al Niger
Non è dato sapere se ci sono state vittime ma ci sono state scene di panico tra i passeggeri che erano dentro lo scalo aeroportuale, con un fuggi fuggi generale. Come mostrare alcune immagini che circolano sui social media durante gli scontri a fuoco il cielo è stato tracciato da scie luminose, segno che probabilmente sono state attivate le difese antiaeree dell’aeronautica nigerina, forse per contrastare un attacco di droni. L’aeroporto di Diori Hamani ospita la base 101 dell’aeronautica militare nigerina, il quartier generale della Forza unificata anti-jihadista creata da Niger , Burkina Faso e Mali nell’ambito della Confederazione degli stati del Sahel (Aes) e una base per droni. In loco è anche stoccato un ingente carico di uranio, in attesa di essere esportato.