La nota di Palazzo Chigi
Morto un operaio 46enne all’ex Ilva di Taranto. Il cordoglio di Mantovano: massimo impegno per la sicurezza sul lavoro
Si chiamava Claudio Salamida la vittima del nuovo incidente sul lavoro avvenuto a Taranto, nello stabilimento Ex Ilva della città pugliese. Salamida, 46 anni, operaio specializzato, lascia la moglie e un figlio piccolo: ad essergli fatale una caduta da oltre 7 metri, dovuta probabilmente al cedimento di una griglia mentre effettuava dei controlli alle valvole del convertitore 3 nell’Acciaieria 2 del sito tarantino.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, esprime a nome del governo profondo cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi di Claudio Salamida, che ha perso la vita nel tragico incidente sul lavoro all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, durante un controllo tecnico sugli impianti. È quanto si legge in una nota. Insieme coi ministri che fanno parte del Tavolo interministeriale sull’ex Ilva, riunitisi a margine del Consiglio dei ministri, Mantovano – si sottolinea – ha ribadito l’impegno del Governo per rafforzare la sicurezza sul lavoro, in linea col recente decreto legge, affinché condizioni di piena tutela siano sempre prioritariamente garantite.
Il pm di Taranto indaga sulla dinamica dell’incidente
Sull’incidente mortale nell’ex Ilva di Taranto, all’acciaieria, 2 sta indagando il pubblico ministero Filomena Di Tursi. L’uomo stava intervenendo su una delle valvole che regolano l’immissione dell’ossigeno nel convertitore 3, in quel momento fermo per manutenzione, quando è precipitato dal quinto al quarto piano rialzato. Il convertitore serve a trasformare in acciaio liquido la ghisa liquida che arriva dagli altiforni. Tra i primi atti del magistrato, il sequestro delle parti dell’impianto dove è avvenuto l’incidente.
Salamida è scivolato o una pedana ha ceduto?
Tra le ipotesi che si stanno vagliando – in campo sono anche la Polizia Scientifica e lo Spesal dell’Asl – quella che abbia ceduto, aprendosi, la pedana sulla quale il lavoratore in quel momento si trovava e che sostituiva il pavimento grigliato che costituisce il piano di calpestio. Ma non si esclude anche l’ipotesi che Salamida, dovendo forzare l’intervento sulla valvola del convertitore, sia scivolato, oppure che, sempre durante l’intervento, abbia spostato la stessa pedana dal posto dove era stata collocata. Infine, sembra che il paiolato grigliato fosse stato rimosso per consentire il passaggio di alcune attrezzature necessarie alle operazioni di manutenzione. Al posto di quella pavimentazione sarebbero state posizionate delle pedane in legno e metallo.