Dopo l'omicidio del capotreno
Molteni: per Bologna abbiamo fatto tanto ma serve collaborazione. Il Comune invece pensa alle pipette per il crack
Il sottosegretario all'Interno parla a Il Giornale a fuga ogni dubbio: i militari non si toccano, anzi, semmai aumenteranno. Poi annuncia un prossimo ddl in CdM che prevederà anche una stretta sulle baby gang
«E’ inaccettabile» l’omicidio di Alessandro Ambrosio, capotreno ucciso a Bologna in pieno giorno «Non si può morire a 34 anni, in modo così brutale e meschino. È compito del governo innalzare ancora la qualità della sicurezza nelle città», lo dice il Sottosegretario Nicola Molteni in una intervista a Il Giornale. L’esponente della Lega spiega anche che «su Bologna è stato fatto tanto. È la prima città italiana in cui abbiamo sperimentato l’applicazione delle “zone rosse” nelle aree più critiche, abbiamo fatto interventi ad alto impatto e previsto nuovi presidi di legalità. Ma lo Stato necessita della collaborazione delle amministrazioni locali, e se quello che fa il Comune di Bologna è mettere a disposizione le pipette per consumare il crack, diventa più difficile». Sull’atteggiamento del Comune di Bologna spiega che «la collaborazione è stata complicata nelle manifestazioni pubbliche. C’è stata una contrapposizione continua con il ministro Piantedosi. Abbiamo aumentato a 6.800 i militari dell’operazione “strade sicure” a livello nazionale, a presidio di stazioni e città. E lo dico chiaramente: i militari non si toccano, anzi, semmai aumenteranno, ce li chiedono amministrazioni di destra e di sinistra».
Stretta sulle baby gang. Il tema arriva in Cdm
Molteni ricorda che «il decreto sicurezza è un punto di partenza e non di arrivo. Nelle prossime settimane arriverà in Cdm il nostro ddl. Ci sarà una stretta sui minori stranieri non accompagnati, per dare un giro di vite alle baby gang» perchè «i minori stranieri non accompagnati contribuiscono al fenomeno. Vogliamo ridurre il periodo di mantenimento a carico dello Stato, portandolo dai 21 anni a 19. Vogliamo incrementare invece i ricongiungimenti familiari al contrario, soprattutto per i minori che si macchiano di reati e criminalità, rintracciando le loro famiglie d`origine».
Tutela processuale per le forze di polizia
Sulle forze di polizia inoltre il sottosegretario spiega che «Vogliamo andare oltre al contributo economico, fornendo una tutela processuale che non è uno scudo penale. Per il poliziotto che agisce nell`adempimento delle sue funzioni e usa legittimamente l’arma per difendersi non sarà più automatica l`iscrizione sul registro indagati, il famoso “atto dovuto”. Lo stesso varrà per il cittadino, se sarà presente una causa di giustificazione come la legittima difesa, non sarà più indagato automaticamente. Infine vogliamo reintrodurre la procedibilità d’ufficio per i reati di borseggio, che finora prevedevano la querela di parte. E continueremo nel contrasto all`immigrazione illegale, aumentando i Cpr per aumentare i rimpatri dei soggetti pericolosi».
Avanti sull’espulsione del’Imam di Torino
Infine sull’espulsione dell`imam di Torino frenata dalla Corte d`appello, Molteni annuncia: «Noi andiamo avanti. La pericolosità sociale è stata accertata, e aveva rapporti con altri soggetti legati al fondamentalismo, come emerso nell`inchiesta sui fondi ad Hamas. Abbiamo espulso oltre 200 soggetti radicalizzati in tre anni. Non ci fermiamo».