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Meloni a Seul tra mediazioni di pace, sfide internazionali e Dl sicurezza

La premier in Corea del Sud

Meloni, missione globale tra valori e pragmatismo. Onora i caduti di Seul, rilancia il lavoro per la de-escalation in Iran, e sulla Groenlandia: dall’Europa nessuna sfida agli Usa (video)

Dalla solenne lezione di amor patrio al Cimitero Nazionale della capitale asiatica, alla mediazione diplomatica con la Casa Bianca, tra dazi, Gaza e Dl Sicurezza, la premier si conferma leader autorevole e custode di pace internazionale e interessi nazionali

Politica - di Chiara Volpi - 18 Gennaio 2026 alle 12:40

Cielo, terra e popolo. Nel cuore di Seul, tra i silenzi solenni del Cimitero Nazionale, (il Seoul National Cemetery, il principale Cimitero Nazionale della Corea del Sud, situato nel distretto di Dongjak-gu della città) Giorgia Meloni rende omaggio ai caduti coreani con un gesto che è insieme rispetto millenario e rivendicazione di valori universali. Non solo. Nel corso della visita, la premier partecipando alla cerimonia ufficiale di deposizione della corona di fiori, preceduta dal saluto alla bandiera nazionale, ha anche firmato il Libro d’Onore.

Italia-Corea del Sud: Meloni al cimitero nazionale Seul e l’omaggio ai caduti

Mentre con l’offerta dell’incenso, ripetuta per tre volte secondo il rituale locale, con quel gesto simbolico che richiama il significato del numero tre nella cultura coreana – rappresentativo dell’unione tra cielo, terra e popolo, richiamata anche nella bandiera nazionale sudcoreana – la premier italiana non ha solo celebrato un protocollo. Ma ha ribadito il legame indissolubile tra la memoria e la responsabilità nazionale.

«Oggi come ieri l’Italia e la Corea sono fianco a fianco per difendere la libertà e costruire la pace»

«Oggi sono qui per inchinarmi dinanzi a tutti coloro che hanno sacrificato il bene più prezioso in nome della Patria», si legge allora nel messaggio scritto dalla premier nel Libro d’Onore. «Il loro sacrificio non è stato vano, perché ha dato voce ad un popolo e un futuro ad una Nazione. Qui – ha quindi aggiunto Meloni – la memoria vive nel presente, e si fa responsabilità per le generazioni che verranno. Oggi, come ieri, l’Italia e la Corea sono fianco a fianco per difendere la libertà e costruire la pace». Parole che risuonano come un manifesto politico: la memoria che si fa futuro, la libertà che si difende restando fianco a fianco tra nazioni amiche.

Il dossier Groenlandia: l’Italia parla con Trump

Ma la missione asiatica non è solo celebrazione. È diplomazia pura, pragmatica e risoluta. Giorgia Meloni ha preso in mano il delicato dossier dei dazi americani, scaturito dalla decisione di alcuni Paesi Ue di inviare truppe in Groenlandia. Un’iniziativa che, agli occhi di Donald Trump, è stata letta come un’ingerenza, ma che la premier ha prontamente ricondotto nell’alveo della comune strategia atlantica.

«Ho sentito Trump: c’è stato un problema di comprensione»

«Ho sentito Donald Trump e gli ho detto chiaramente cosa penso», ha spiegato la premier ai giornalisti. «C’è stato un problema di comprensione: l’invio di truppe serve a proteggere l’Artico da attori ostili, non è certo una sfida agli Stati Uniti». Una mediazione necessaria per evitare che la decisione di alcuni partner europei si trasformi in un boomerang economico per il continente. Su questo, Meloni ha sgonfiato ogni polemica interna con la Lega: l’obiettivo è comune, difendere gli interessi nazionali evitando escalation commerciali dannose. Ma vediamo nel dettaglio le dichiarazioni di Giorgia Meloni nel punto stampa a Seul.

«L’aumento dei dazi un errore, lavoriamo ad evitare l’escalation»

«La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido», va dritta al punto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando coi giornalisti a Seul. E spiegando di avere sentito Donald Trump in queste ore, e che c’è stato «un problema di comprensione e comunicazione» sull’iniziativa di alcuni Paesi Ue, che non va letta in chiave “anti-americana”.

Più precisamente, come riporta tra gli altri il sito dell’Ansa, la premier ha spiegato ai giornalisti in Corea del sud: «Ho sentito sia Donald Trump qualche ora fa, al quale ho detto quello che penso». Sia «il segretario generale della Nato che mi conferma un lavoro che» l’Alleanza «sta iniziando a fare. Nel corso della giornata sentirò anche i leader europei. E credo sia convocata una riunione a livello per ora di Coreper dell’Unione Europea». Il presidente Usa «mi pare fosse interessato ad ascoltare». Ma – ha anche aggiunto la premier rispondendo alle richieste dei giornalisti di andare più nel dettaglio – «non si può farvi lo stenografico di quello che dico a un mio collega». Io credo – ha quindi concluso sul punto – che in questa fase sia molto importante parlarsi».

Chiarendo anche: «Condivido l’attenzione che la presidenza americana attribuisce, come ho detto molte volte, alla Groenlandia e in generale all’Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili. Ma credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni Paesi europei di inviare le truppe, di partecipare a una maggiore sicurezza, non nel senso di un’iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti. Ma, semmai, nei confronti di altri attori».

Medio Oriente e diritti: «Non si può pagare con la vita il diritto a manifestare»

E ancora. Dall’Asia, lo sguardo di Palazzo Chigi resta fisso anche sulle crisi che incendiano il quadrante mediorientale. A riguardo la premier ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia nel Board per Gaza («siamo pronti a fare la nostra parte per il piano di pace»). Di più: «Siamo stati invitati anche noi a farne parte. Penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano, ha detto la premier parlando coi giornalisti a Seul sul Board per Gaza.

Quindi, passando all’Iran Meloni ha lanciato un monito durissimo al regime di Teheran. «Condanniamo la repressione e le uccisioni: non si può pagare con la vita il diritto a manifestare», ha scandito a chiare lettere la premier. Ribadendo la solidarietà al popolo iraniano. E confermando il lavoro sottotraccia, anche attraverso il Sultano dell’Oman, per una de-escalation nucleare e militare che eviti il punto di non ritorno.

Agenda interna: il Decreto Sicurezza non aspetta

Infine, un richiamo all’agenda di casa nostra. Nonostante gli impegni internazionali, la sicurezza dei cittadini italiani resta per il governo una priorità. Al suo rientro, la Meloni convocherà immediatamente una riunione per blindare il nuovo Decreto Sicurezza. «Voglio fare il punto subito», ha assicurato. Aggiungendo nel dettaglio: «Sto convocando al mio rientro una riunione per fare il punto sul provvedimento. Non so se sarà pronto per martedì, ma ci stiamo lavorando», ha confermato la premier interpellata sul nuovo Decreto Sicurezza. A conferma di un esecutivo che, mentre siede ai tavoli dei grandi della Terra, non perde di vista le necessità delle proprie periferie.

Sotto, da Youtube il video del punto stampa della Presidente Meloni in Corea del sud

 

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