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Meloni in Giappone, asse strategico Roma-Tokyo sulle nuove sfide globali. L’incontro tra le due premier donne

Un legame che viene da lontano

Meloni in Giappone, asse strategico Roma-Tokyo sulle nuove sfide globali. L’incontro tra le due premier donne

Politica - di Sara De Vico - 15 Gennaio 2026 alle 09:09

Asse strategico Roma-Tokyo tra democrazie affini in un mondo in trasformazione. Prosegue la missione in Asia della premier Giorgia Meloni. Dopo la visita di Stato in Oman, è atterrata a Tokyo dove venerdì è in programma il bilaterale con il primo ministro del Giappone, Sanae Takaichi. La prima donna nella storia del Paese del Sol Levante a guidare il governo nipponico. La delegazione italiana è stata accolta dal viceministro degli Affari Esteri del Giappone, Arfiya Eri, e dall’Ambasciatore d’Italia in Giappone, Gianluigi Benedetti. La missione in Giappone è preceduta da un editoriale a doppia firma Meloni-Takaichi pubblicato dal Corriere della Sera.

La visita rappresenta la terza missione di Meloni in Giappone e la prima visita di un capo di governo europeo dall’insediamento della premier Takaichi, avvenuto lo scorso ottobre. Sabato 17 gennaio la presidente del Consiglio incontrerà inoltre, presso l’Ambasciata italiana a Tokyo, i vertici delle principali aziende giapponesi.

Asse Roma Tokyo sulle sfide globali: dall’economia alla sicurezza

Nell’editoriale congiunto si sottolinea un legame che affonda le radici nel 1866. Oggi viene rilanciato alla luce delle grandi trasformazioni globali. “La rivoluzione digitale, la transizione energetica, l’avvento della AI, la competizione per le risorse strategiche e la ridefinizione delle catene globali del valore stanno plasmando un nuovo ordine globale”, scrivono le due premier. In questi nuovi scenari Italia e Giappone possano “essere protagonisti” e condividono “la responsabilità di contribuire al futuro ordine internazionale”. Comunanza di valori e principi. “Siamo popoli e nazioni, geograficamente distanti, ma abbiamo in comune valori fondamentali che traggono linfa dalle nostre antiche tradizioni”. Una base che consente ai due Paesi di agire insieme “per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto, in un contesto segnato da instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste”.

“Insieme protagonisti per futuro di pace e sicurezza”

Il partenariato strategico avviato nel 2023 e il Piano d’Azione 2024-2027 rappresentano, secondo le due premier, il salto di qualità nei rapporti bilaterali, Si punta su settori chiave come robotica, tecnologie emergenti, spazio, energia pulita e scienze della vita. Meloni e Takaichi si dicono “determinate a condividere esperienze e a cercare insieme soluzioni innovative per sostenere la natalità, aiutare le famiglie, assicurare la sostenibilità dei sistemi di welfare”. Nell’editoriale si dedica ampio spazio alla cooperazione industriale e tecnologica, rafforzata anche dal successo del Padiglione Italia all’Expo di Osaka 2025.  Il Global Combat Air Programme  è un progetto che “rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica”. L’editoriale ribadisce la convergenza tra Roma e Tokyo nei principali fori multilaterali, dal G7 alle Nazioni Unite, e l’impegno comune per la sicurezza economica.

Il partenariato strategico avviato nel 2023 e il Piano d’Azione 2024-2027

Sul fronte del Sud del mondo il Piano Mattei italiano e l’esperienza giapponese del Ticad vengono indicati come modelli di cooperazione “paritaria e vantaggiosa per tutti”. Un percorso che, concludono Meloni e Takaichi, punta a “costruire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità”. L’asse Italia-Giappone è forte anche sul dossier sicurezza economica. C’è l’impegno a “rafforzare il coordinamento nei principali organismi multilaterali, dal G7 alle Nazioni Unite”. Meloni e Takaichi indicano come elemento distintivo della partnership la volontà di impegnarsi “attraverso il Mediterraneo allargato e l’Indo-Pacifico, spazi geopolitici centrali negli equilibri globali”. In questo quadro, le due premier pongono l’accento sulla resilienza delle economie e delle catene globali del valore. L’impegno comune riguarda anche la tutela della competitività industriale e di un commercio equo. Le due leader ribadiscono la volontà di “rafforzare la competitività delle nostre aziende, contrastando pratiche economiche sleali che distorcono il mercato” e assicurando condizioni di parità, perché “il il commercio può essere libero solo se è anche equo”.

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di Sara De Vico - 15 Gennaio 2026