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Meloni a testa in giù, l’ignobile manifesto dei Carc a sostegno di Askatasuna: si “allenano” per la guerriglia del sabato

Tensione e odio a Torino

Meloni a testa in giù, l’ignobile manifesto dei Carc a sostegno di Askatasuna: si “allenano” per la guerriglia del sabato

Politica - di Gabriele Alberti - 30 Gennaio 2026 alle 13:27

Un manifesto ignobile: non ci abitueremo mai alle vergognose immagini della premier Meloni a testa in giù: oggi tocca al manifesto oltraggioso creato dai Carc: i “gentiluomini” del Partito dei comitati di appoggio alle resistenza per il comunismo mettono il loro carico violento per incendiare  il corteo nazionale di domani, sabato 31, in sostegno al centro sociale Askatasuna, sgomberato a metà dicembre, che già di suo ha promesso fuoco e fiamme in quel di Torino. E’ previsto un piano di assedio, una giornata di guerriglia. “Torino è partigiana, cacciare il governo Meloni”, scrivono i Carc allegando le coordinate dei vari cortei che si uniranno per ripartire tutti uniti. I “comuniosti resistenti” ce l’hanno nel dna: anche ad ottobre si esibiriono in un manifesto choc grondante odio e guerra civile.

L’ignobile manifesto dei Carc: Meloni a testa in giù

Non più a piazza Castello, ma a piazza Vittorio Veneto, sempre in centro città. Lo hanno annunciato gli organizzatori, durante una conferenza che si è tenuta davanti a Palazzo Nuovo occupato, spiegando che al momento sono oltre 200 le realtà che hanno aderito alla piattaforma lanciata il 17 gennaio dall’assemblea nazionale, “dalle bocciofile ai centri sociali, dai circoli ai comitati”. Una piazza, quella di sabato, in cui si uniscono anche le realtà pro- Pal, dall’Api di Mohammad Hannoun fino a a Gpi (giovani palestinesi italiani) che chiedono anche la liberazione del giordano filo Hamas: in carcere con l’accusa di essere al vertice della cupola dell’organizzazione terroristica in Italia.

Chiamata alla guerriglia a Torino per Askatasuna

Nelle scorse ore gli antagonisti di Askatasuna hanno sfidato la Prefettura che chiedeva loro di modificare il percorso evitando il centro cittadino e di sfilare in un unico corteo, anziché nei tre annunciati. Il centro sociale e le sigle antagonisti di appoggio hanno risposto picche: “Dovevate pensarci prima”. Gli organizzatori di questa che si preannuncia essere una guerriglia, durante una conferenza che si è tenuta davanti a Palazzo Nuovo occupato, hanno spiegato he al momento sono oltre 200 le realtà che hanno aderito alla piattaforma lanciata il 17 gennaio dall’assemblea nazionale: “dalle bocciofile ai centri sociali, dai circoli ai comitati”. La “chiamata alle armi” del centro sociale torinese contro il governo per “riprendersi la città” è dichiarata.

Ricordiamo non più tardi di dieci giorni fa che anche  Brahim Baya, predicatore di odio amico di Hannoun, fieramente anti-meloniano si era improvvisato giurista: invitando via social gli islamici a votare no al referendum; attaccando gli sgomberi e le indagini sul terrorismo del governo ‘islamofobico’.  Parola d’ordine: la difesa a oltranza di “Aska”.

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di Gabriele Alberti - 30 Gennaio 2026