Odio rosso
Mani sporche sulla coscienza. Gli antifascisti terrorizzano i cittadini europei: dai pestaggi ai sabotaggi
L’ombra dell’odio e della violenza antifascista minacciano l’Europa, germinando nel continente come fanno le ortiche nei prati selvaggi. La ferocia degli antagonisti, però, non colpisce soltanto i militanti di destra, ma anche le persone comuni. A Berlino il Gruppo Vulcano, nota sigla anarcomarxista del panorama tedesco, ha rivendicato l’attacco alla centrale tedesca Lichterfelde nel sud-ovest di Berlino. Il guasto, provocato dagli attivisti facinorosi, ha lasciato 45mila famiglie senza energia elettrica e anche il rischio che i pazienti intubati negli ospedali perdessero la vita.
Tutto questo perché volevano protestare per il pianeta, dimostrando che in realtà l’ideologia di cui sono vittime porta soltanto all’egoismo e al danneggiamento della civiltà. Ma non sono gli unici in Germania, basti pensare al collettivo Hammerbande, che a febbraio 2023 hanno attaccato e picchiato un militante nazionalista ungherese, sfigurandolo in volto. All’epoca, dopo gli scontri, venne arrestata anche l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, trovata in possesso di un manganello retrattile.
Gli antifascisti terrorizzano i cittadini : tra violenza e attacchi alle infrastrutture
La scia rossa della Germania si espande un po’ ovunque, anche e sopratutto in Italia. Basti pensare alle violenze che si sono scatenate nelle piazze di Torino dopo lo sgombero di Askatasuna, avvenuto il 18 dicembre 2025. Il centro sociale era occupato dal novembre 1996. Il 31 marzo del 2025, 18 esponenti dello stabile antagonista sono stati condannati dal tribunale del capoluogo piemontese: le pene inflitte variavano dai 4 anni e 9 mesi ai 5 mesi di reclusione per singoli episodi. Inoltre, nella notte di Capodanno, i militanti antagonisti si sono resi protagonisti di alcuni scontri con le forze dell’ordine e diversi manifestanti sono stati arrestati.
L’ultimo episodio, ma non per importanza, riguarda l’assalto di 20 persone contro i militanti di Gioventù nazionale a Roma, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. I giovani di destra sono stati aggrediti con le spranghe dagli antifascisti violenti nel quartiere Appio-Tuscolano, mentre erano intenti ad affiggere alcuni manifesti per ricordare la strage di Acca Larenzia avvenuta il 7 gennaio 1978. In quell’occasione, morirono tre ragazzi del Msi. È piuttosto evidente, allora, che l’odio politico abbia una precisa area di riferimento nel nuovo millennio: non sarà un caso se gli Usa e l’Ungheria hanno scelto di inserire le organizzazioni antifasciste nella lista dei terroristi.