CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

L’Università di Torino regala un’aula ai senzatetto di Askatasuna in lotta contro il governo “nemico del popolo”

La vendetta dopo lo sgombero

L’Università di Torino regala un’aula ai senzatetto di Askatasuna in lotta contro il governo “nemico del popolo”

Politica - di Stefania Campitelli - 16 Gennaio 2026 alle 18:55

A meno di ventiquattr’ore dall’evento la polemica è rovente. L’Università di Torino ha concesso ai bravi ragazzi di Askatasuna, in cerca di ‘vendette’ dopo lo sgombero, lo spazio per tenere un convegno militante contro il governo Meloni. Proprio così. Inutile dire che il sì della generosa rettrice, Cristina Prandi, è motivato da ragioni di civiltà e dialogo. L’assemblea nazionale del centro sociale torinese non si terrà più a Palazzo Nuovo ma in un’altra location, sempre in ambito universitario: il Campus Einaudi in Lungo Dora Siena. L’intento degli antagonisti è chiaro: mobilitarsi contro il governo “nemico del popolo”, uniti nell’urgenza di agire collettivamente per invertire il senso di marcia”. Un appello alla protesta di piazza con l’obiettivo di unirsi al corteo del 31 gennaio che si preannuncia come una nuova minaccia alla sicurezza e all’incolumità degli agenti. Per i vertici dell’ateneo però va tutto bene.

L’Università di Torino concede un’aula al centro sociale Askatasuna

“A seguito di un positivo confronto instauratosi nei giorni scorsi, nei quali l’università ha ribadito la ferma condanna circa azioni violente e illegali, ma altrettanto ha riaffermato il proprio ruolo di luogo di dialogo e libero confronto democratico per tutta la propria comunità, è giunta richiesta formale di autorizzazione per l’uso di un’aula per l’assemblea del 17 da parte delle rappresentanze di Cua, Studenti indipendenti, Cambiare Rotta, Fgc, Coordinamento antifascista universitario”, hanno chiarito la rettrice Cristina Prandi e il prorettore Gianluca Cuniberti dell’Università di Torino.

Dopo lo sgombero la lotta contro il governo ‘nemico del popolo’

Sgomberati dall’edificio occupato abusivamente per anni i militanti di Aska, autentica palestra di violenza metropolitana ai confini con l’eversione, trovano asilo all’interno dell’università. Uno scandalo che ha fatto infuriare il centrodestra, a partire da Fratelli d’Italia. “L’Università deve restare luogo di formazione e sapere, non un megafono politico contro la Repubblica e il governo eletto dai cittadini”. Così Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. “Gli spazi dell’ateneo non possono essere piegati a laboratori di militanza ideologica. Qui non è in discussione il pluralismo delle idee, ma l’uso distorto di un’istituzione dello Stato per legittimare l’antagonismo organizzato”, commenta  la senatrice di FdI, Paola Ambrogio, che parla di una decisione gravissima. “Che all’interno dell’Università di Torino venga autorizzata un’assemblea per ‘organizzare l’opposizione al governo Meloni’ è un fatto gravissimo e inaccettabile. Autorizzare simili iniziative significa legittimare chi da anni semina tensione, illegalità e disordine, spesso in aperto contrasto con le istituzioni e le forze dell’ordine. Questa non è libertà di espressione: è abdicazione dell’autorità, complicità culturale e resa dello Stato”.

FdI: decisione folle, gli atenei non possono essere laboratori di militanza ideologica

Anche il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca, scende in campo. “La decisione della rettrice Prandi di concedere un’aula a gruppi studenteschi vicini ad Askatasuna per riunirsi è un’autentica follia. Con questo atto l’Università di fatto si piega. E accoglie tra le sue mura personaggi che ne hanno combinate di ogni nella nostra Torino e in tutto il Piemonte”. Il sindacato di polizia Siulp di Torino, Eugenio Bravo, sottolinea come sia noto “che questi gruppi abbiano spesso adottato modalità conflittuali e lontane dal dialogo democratico, individuando costantemente un nemico politico e sociale. E quel nemico, in primis, sono sempre state le forze dell’ordine”.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Stefania Campitelli - 16 Gennaio 2026