Odio politico
Lo scivolone de La Repubblica sull’aggressione ai ragazzi di Gn a Roma: “Scena non particolarmente violenta”
Quando si parla di violenza politica, bisogna essere a conoscenza della sofferenza che ha attraversato il nostro Paese fin dagli anni di piombo. Non è un argomento facile, anche se nella redazione de La Repubblica non si fanno troppi scrupoli a dare persino giudizi. In un articolo firmato da Marco Carta, che ricostruisce l’aggressione ai danni dei ragazzi di Gioventù nazionale nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a Roma, si legge una frase a dir poco sconvolgente: «La scena non è particolarmente violenta: si vedono calci, spintoni, bastonate e ombrelli che volano. Ma niente altro». Insomma, l’autore dell’articolo si è lanciato in un volo pindarico, cadendo a strapiombo nel cattivo gusto. A leggerlo sembra quasi che voglia svilire l’accaduto, affrontandolo come se non fosse degno di nota. Eppure quei ragazzi di destra sono finiti all’ospedale, feriti dalle botte della furia antifascista. Non dovrebbe essere difficile riconoscere la realtà dei fatti.
Per La Repubblica la scena dell’aggressione a Gn: “Non è particolarmente violenta”
Evidentemente Marco Carta non ha idea del fatto che l’ultima aggressione ai ragazzi di destra assume un significato preoccupante, visto che coincide con la strage di Acca Larenzia del 7 gennaio 1978, in cui morirono tre giovani militanti del Msi. Come hanno scritto i militanti di Gioventù nazionale sulla propria pagina Instagram, “minimizzare oggi significa legittimare domani. E se la prossima volta finirà peggio, una parte della responsabilità sarà anche di chi ha scelto di chiamare la violenza con un nome più comodo”. Alla firma de La Repubblica servirebbe un bagno di umiltà, magari potrebbe rileggere con attenzione il post di Sabrina Fantauzzi, madre di due dei giovani aggrediti e portavoce del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.
“I miei figli e gli amici dei miei figli sono vivi per miracolo – ha scritto la giornalista – Un gruppo di sinistra li ha aggrediti, ma aggrediti per ammazzarli”. Poi ha concluso: “Non voglio risposte di odio. Aiutiamoci tutti a riportare l’equilibrio, la serenità, il confronto democratico“. Magari, leggendo le parole della mamma di due ragazzi che hanno rischiato la vita, stavolta Marco Carta potrebbe comprendere il significato di certi eventi, senza lasciarsi trasportare da giudizi privi di fondamento. Perché di mezzo ci sono dei giovani che potrebbero essere suoi fratelli, figli o nipoti. La violenza politica va condannata sempre, ma a sinistra qualcuno fatica ancora a capirlo, anche nei media mainstream.