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L’Iran è una bomba pronta a esplodere, centinaia di morti: Usa pronti a un’azione in difesa dei manifestanti

Ore di tensione

L’Iran è una bomba pronta a esplodere, centinaia di morti: Usa pronti a un’azione in difesa dei manifestanti

Esteri - di Lucio Meo - 11 Gennaio 2026 alle 16:39

Centinaia, forse fino a mille i morti già sul terreno della prima “scintilla” di rivoluzione in corso in Iran, una protesta che potrebbe esplodere in una “bomba” sia come guerra civile che come innesco di conflitti in tutta l’area circostante, con Usa e Israele pronte a intervenire. Le contestazioni scatenate dalla crisi economica con crollo del rial, inflazione galoppante e difficoltà di vita quotidiana, inizialmente pacifiche con cortei festosi, hanno visto negli ultimi giorni scontri violenti con barricate, incendi di edifici pubblici e uso di armi da fuoco da parte delle forze di sicurezza. Il governo ha imposto un blackout internet quasi totale, minacciato repressioni severe e accusato interferenze straniere, mentre il presidente Pezeshkian promette riforme economiche. Le stime sul bilancio delle vittime variano tra fonti ufficiali e indipendenti, con divergenze dovute al blackout comunicativo che ostacola le verifiche. I media statali iraniani riportano almeno 109 morti tra le forze di sicurezza da due settimane. Gruppi per i diritti umani esterni stimano 192-203 morti totali tra i manifestanti, con cifre preliminari “di massa” o fino a 2.000 nelle ultime 48 ore, non verificate indipendentemente.

Iran in fiamme, Trump alla finestra

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prepara un’azione, ma è stato avvertito del fatto che l’esercito americano ha bisogno di più tempo per prepararsi agli attacchi contro l’Iran. Lo scrive il Telegraph spiegando che al presidente Usa sono stati presentati diversi obiettivi da colpire, tra cui le forze di sicurezza responsabili della repressione delle proteste attualmente in corso nella Repubblica islamica. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, ma secondo i funzionari starebbe valutando seriamente la possibilità di autorizzare un attacco in risposta alle azioni del regime iraniano contro i manifestanti. Al presidente sono state presentate diverse opzioni, tra queste quella di attacchi a siti non militari a Teheran, hanno affermato le fonti.

Iran: “Se Usa attaccano risponderemo”

I nemici dell’Iran cercano di seminare caos e disordine“, ha dichiarato in un’intervista con i media statali del Paese il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo due settimane di proteste scatenate dalla rabbia per l’aumento del costo della vita. Pezeshkian ha accusato “terroristi” legati a potenze straniere di uccidere, incendiarie moschee, attaccare proprietà pubbliche. Nell’intervista, citata da SkyNews, il capo dello stato iraniano ha esortato i cittadini a prendere le distanze da “rivoltosi e terroristi” che cercano di “distruggere l’intera società”, ma ha poi espresso la disponibilità dell’establishment politico ad ascoltare il popolo e la sua determinazione a risolvere i problemi economici.

L’Iran colpirebbe obiettivi militari e navali statunitensi in caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti al Paese. Ad affermarlo è stato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, minacciando apparentemente anche Israele. “In caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno nostri obiettivi legittimi”, ha detto in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato

Israele è in stato di massima allerta

Oggi sull’Iran il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che “una volta che il regime sarà caduto, faremo cose positive insieme a beneficio di entrambi i popoli”, secondo quanto riporta il Times of Israel. “Speriamo tutti che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia – ha aggiunto Netanyahu – E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere fedeli partner nella costruzione di un futuro di prosperità e pace”.

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di Lucio Meo - 11 Gennaio 2026