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L’Iran convoca il nostro ambasciatore a Teheran, Tajani: “Tutto il mondo è indignato per ciò che accade, ora pensiamo ai nostri concittadini”

Farnesina al lavoro

L’Iran convoca il nostro ambasciatore a Teheran, Tajani: “Tutto il mondo è indignato per ciò che accade, ora pensiamo ai nostri concittadini”

Politica - di Alessandra Danieli - 14 Gennaio 2026 alle 19:28

La libertà è in cima all’agenda del governo. È la stella polare della navigazione, anche in politica estera. Sull’Iran la posizione di Palazzo Chigi è emersa chiaramente, corroborata dalla mozione approvata dalla commissione Esteri del Senato di denuncia alla repressione del regime di Teheran. In questo quadro si colloca la convocazione alla Farnesina dell’ambasciatore iraniano in Italia. E la contromossa iraniana.

Iran, Tajani: abbiamo ribadito all’ambasciatore le nostre preoccupazioni

“Sono state ribadite quelle che sono le nostre preoccupazioni, i nostri concetti. E la reazione da parte loro è stata che hanno convocato oggi l’ambasciatore d’Italia a Teheran, la loro reazione è stata la convocazione del nostro ambasciatore in Iran”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, lasciando il Senato, davanti ai cronisti che gli domandano dell’incontro avuto ieri al ministero degli Esteri, con Mohammadreza Sabouri, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia.

La mail del diplomatico di Teheran, Farnesina al lavoro

Il diplomatico di Teheran, secondo quanto denunciato da alcuni attivisti oggi in Senato, nelle scorse ore ha mandato una mail agli iraniani in Italia, chiedendo di non discostarsi dalla versione del regime sugli scontri in atto. “I giornali italiani sono liberi,  non raccontano storie”, replica Tajani. “Le televisioni mostrano immagini incontrovertibili di quello che accade in Iran, tutto il mondo è indignato per quello che accade”. Che fare? “Adesso vediamo qual è l’evoluzione della situazione”, aggiunge. “Ora ho una riunione, sto andando alla Farnesina per parlare delle garanzie per i nostri concittadini che sono là. Che sono circa 600. La prima cosa che facciamo sempre, in qualsiasi momento di crisi, è pensare alla sicurezza dei nostri concittadini. Quindi andiamo a vedere cosa si può fare, come si deve fare, vediamo, la situazione la seguiamo minuto per minuto”.

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di Alessandra Danieli - 14 Gennaio 2026