Follie sinistre
L’ideologia fa scuola: a Milano dopo lo schwa arrivano pure gli asterischi: “In biblioteca insieme a* tu* bambin*”
L’Amministrazione prende le distanze dall’iniziativa e richiama il personale pubblico: «Nelle comunicazioni ufficiali solo italiano corretto, niente segni ideologici»
Ci risiamo. Ancora una volta un’iniziativa apparentemente innocua diventa il pretesto per introdurre, anche negli spazi pubblici, forzature linguistiche figlie di un’impostazione ideologica che nulla ha a che vedere con l’italiano, la tradizione e il buon senso. A Cassano d’Adda, comune del milanese, lo scorso 5 gennaio nelle caselle di posta dei genitori è arrivata una mail della biblioteca comunale per promuovere le attività del progetto “Mamma Lingua”. Tra le righe, però, una frase ha subito attirato l’attenzione e acceso la polemica: “Vieni a scoprire i libri insieme a* tu* bambin*”, formulazione comparsa anche sul cartello affisso all’ingresso della biblioteca.
L’asterisco per non indicare il sesso dei bambini
L’uso dell’asterisco, ormai divenuto simbolo di una presunta neutralità di genere, è stato adottato per evitare di specificare il sesso dei bambini. Una scelta che, se per la sinistra rappresenta un gesto di inclusività, per tutti gli altri appare come l’ennesimo tentativo di piegare la lingua italiana a mode culturali estranee alla sua struttura e alla sua storia.
La presa di distanza della Giunta milanese
La reazione dell’Amministrazione comunale non si è fatta attendere. Informata dell’accaduto, la Giunta ha preso subito le distanze dalla scelta, chiarendo che l’iniziativa non è stata autorizzata a livello politico.
L’assessore alla Cultura, Biblioteca e Comunicazione, Antonio Capece, ha spiegato che l’uso dell’asterisco non rientra nelle modalità di comunicazione istituzionale del Comune. L’Amministrazione, ha ribadito, adotta esclusivamente la lingua italiana nelle proprie comunicazioni e si impegna a garantirne il rispetto in tutte quelle ufficiali, vigilando sull’utilizzo di un linguaggio corretto e aderente alle norme linguistiche vigenti anche nei luoghi di cultura, biblioteca compresa.
Richiamo al personale e indicazioni ministeriali
È emerso così che la decisione è stata assunta autonomamente dal personale della biblioteca comunale. Una scelta individuale che, tuttavia, ha comportato un richiamo formale. Nei giorni successivi è stata infatti trasmessa una comunicazione a tutti i responsabili di settore affinché ciascuno si attenga rigorosamente alle disposizioni in materia di comunicazione istituzionale.
Capece ha inoltre ricordato come una recente circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito, cui fa capo Giuseppe Valditara, abbia ribadito l’obbligo di utilizzare un linguaggio conforme alle regole della lingua italiana nelle comunicazioni ufficiali, escludendo esplicitamente l’uso di segni grafici come l’asterisco e lo schwa, giudicati lesivi della chiarezza, dell’uniformità e dell’accessibilità dei testi. Indicazioni pienamente coerenti con le posizioni espresse dall’Accademia della Crusca, che più volte ha sottolineato l’inadeguatezza di tali pratiche nei documenti ufficiali.