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Ice

Sull'immigrazione irregolare

L’Ice non può essere limitata: un giudice federale respinge l’appello del Minnesota e dà ragione a Trump

ha respinto la richiesta sostenendo che i governi statali e locali non sono riusciti a dimostrare che l'impiego aveva oltrepassato un limite costituzionale

Esteri - di Renato Sandri - 31 Gennaio 2026 alle 19:25

 Un giudice federale ha respinto per  la richiesta del Minnesota di ridurre l’operazione di rafforzamento dei controlli sull’immigrazione nello Stato voluta dall’amministrazione Trump. Secondo quanto riferito dal Washington Post, il giudice distrettuale Kate Menendez ha stabilito che le autorità statali e delle Twin Cities – l’area metropolitana di Minneapolis-Saint Paul – non hanno dimostrato in modo definitivo che il massiccio dispiegamento di agenti federali, noto come Operation Metro Surge, sia illegale o mirato a costringere i governi locali a collaborare con altri obiettivi dell’amministrazione.

I motivi della decisione

Pur negando l’ingiunzione preliminare, Menendez ha precisato che non si tratta di una decisione finale e che la questione sarà riesaminata nel prosieguo del contenzioso. “Sarebbe difficile esagerare l’impatto che questa operazione sta avendo sui cittadini del Minnesota – ha scritto il giudice, aggiungendo però che un blocco immediato – danneggerebbe gli sforzi del governo federale per far rispettare le leggi sull’immigrazione”.

La causa del Minnesota contro Trump

Il Minnesota ha fatto causa all’amministrazione lo scorso 12 gennaio, accusando gli agenti federali di aver “preso d’assalto le Twin Cities con raid militarizzati” e di aver messo a rischio la sicurezza pubblica, anche alla luce dell’uccisione di due cittadini statunitensi durante le operazioni. Secondo il governo federale, invece, lo Stato sta cercando di imporre un “veto” all’applicazione delle leggi federali e la campagna – che vede l’impiego nell’area metropolitana di circa3 .000 agenti di Ice e Cbp – viene rivendicata come un successo.

La tesi della Casa Bianca

 L’amministrazione Trump ha respinto tale teoria giuridica e ha affermato le proprie azioni come una campagna legittima per reprimere l’immigrazione illegale. Il giudice federale Kate M. Menendez, nominato dal predecessore di Trump, Joe Biden, ha respinto la richiesta sostenendo che i governi statali e locali non sono riusciti a dimostrare che l’impiego aveva oltrepassato un limite costituzionale e pertanto non hanno soddisfatto l’onere di un’ingiunzione preliminare.

 

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