La rivolta in atto
“Libertà per l’Iran”: FdI in piazza a Milano per sostenere le donne che sfidano il regime. Dove sono le femministe?
Il plauso del presidente del Senato Ignazio La Russa: «È fondamentale alzare la voce in difesa della libertà». La deputata di FdI Grazia Di Maggio: primo passo «per la libertà»
Uomini, e donne di destra, in piazza per manifestare solidarietà alle donne iraniane che stanno sfidando gli ayatollah. E le femministe di sinistra? La Flotilla? Le pasionarie del “mee too”? A casa, per il momento. A Milano, oggi pomeriggio alle 17, è in programma un sit-in a sostegno delle donne iraniane su iniziativa di Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla condizione dei diritti civili in Iran, proprio mentre a Teheran il bilancio dei morti a seguito delle rivolte sale a quasi seicento vittime.
In piazza per l’Iran: il plauso di La Russa
A rilanciare l’iniziativa è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, che sui social ha espresso il proprio plauso e detto: «Il sit-in in Piazza San Carlo (San Babila), è aperto alle donne di ogni schieramento politico: un segnale importante di unità in un momento in cui è fondamentale alzare la voce in difesa della libertà e dei diritti delle donne in Iran». Il sit-in promosso dalla deputata Grazia Di Maggio è il primo passo, come ha scritto lei stessa, «per la libertà».
La protesta di ieri davanti al consolato
L’appuntamento di oggi segue di poche ore un’altra mobilitazione che ha riportato Milano al centro delle proteste contro il regime iraniano. Ieri, circa un migliaio di cittadini iraniani si sono radunati in via Monte Rosa, davanti al Consolato della Repubblica Islamica dell’Iran, per manifestare contro l’attuale regime degli ayatollah e chiedere un futuro diverso per il Paese.
Cori e simboli dell’opposizione al regime
La protesta si è svolta davanti alla sede diplomatica ed è rimasta pacifica, pur nella sua intensità. I manifestanti hanno scandito cori per la libertà dell’Iran e contro la guida suprema Ali Khamenei, denunciando decenni di repressione politica, sociale e culturale. Numerose le bandiere tricolori con il leone e il sole, simbolo dell’Iran persiano, divenuto negli ultimi anni un segno identitario dell’opposizione al potere religioso.
La richiesta di un cambio di rotta
Durante il presidio sono stati espressi slogan a favore di un cambiamento politico nel Paese e, in particolare, per un ritorno del figlio dello scià, Reza Pahlavi. La scelta di manifestare davanti al consolato ha avuto un valore fortemente simbolico: rendere visibile, nel cuore della città, la voce di una diaspora che osserva con crescente preoccupazione l’aggravarsi della crisi economica, le restrizioni delle libertà civili e la repressione violenta delle proteste interne.