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L’Aquila Capitale: non un regalo ma il frutto di una lunga semina. Il lavoro testardo del sindaco Biondi

Rinascita e comunità

L’Aquila Capitale: non un regalo ma il frutto di una lunga semina. Il lavoro testardo del sindaco Biondi

Politica - di Romana Fabiani - 17 Gennaio 2026 alle 15:22

Parola d’ordine rinascita dalle macerie e visione. Sguardo al futuro e sintesi tra tradizione e modernità che ha il sapore di una sfida vinta con la testardaggine degli abruzzesi e lo slancio prospettico frutto di una lunga semina. L’Aquila Capitale della Cultura 2026, inaugurata oggi tra emozione e orgoglio davanti alle massime istituzioni, non è un ‘regalo’ piovuto dal cielo né una fortuita casualità. È il riconoscimento di un lavoro quotidiano, spesso poco appariscente, che viene da lontano. Un impegno poggiato sulle indubbie capacità dell’amministrazione comunale guidata da Pierluigi Biondi e della Regione Abruzzo nelle mani del governatore Marco Marsilio. Entrambi non a caso riconfermati al secondo mandato.

Biondi: oggi iniziamo un racconto nuovo. Benvenuta, Capitale

“Oggi, insieme, abbiamo regalato all’Aquila un momento indimenticabile. Ma, soprattutto, abbiamo scritto la parola “fine” a un racconto per iniziarne uno nuovo”. Così il sindaco Biondi, una vita a destra fin dai primi passi nel Fronte della Gioventù, sul suo profilo social a corredo del taglio del nastro che si à svolto all’Auditorium della Guardia di Finanza del capoluogo abruzzese. “Non è un caso essere qui, alla Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza. Questo luogo, che nelle settimane più dure dopo il sisma è stato il simbolo dell’emergenza e del dolore, oggi si trasforma in quello della rinascita. L’Aquila in questa giornata è la città che risplende di una luce nuova, quella della cultura. Siamo pronti. È pronto un capitolo nuovo, scritto per i giovani e per tutti coloro che vorranno vivere questa terra. Non per quello che ha perso, ma per quello che ha saputo diventare. Benvenuta, Capitale. Benvenute mille Capitali“.

Passione e orgoglio, simbolo di rinascita e di visione

Parole che tradiscono non solo passione e legittimo orgoglio per lo straordinario riconoscimento ottenuto ma la filosofia che sottende la sfida lanciata negli anni e vinta. Nella logica di un percorso che si rinnova e non si ferma ai risultati raggiunti. “L’Aquila Capitale italiana della Cultura non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. Un anno che mette in relazione luoghi, persone e linguaggi diversi, che consentirà all’Aquila di raccontarsi per quello che è oggi, senza retorica, con la determinazione di una città che ha saputo trasformare la ricostruzione in visione”. Così il primo cittadino in un’intervista esclusiva al Secolo d’Italia dello scorso 3 gennaio.

Il lavoro di squadra e la sinergia con governo e Regione Abruzzo

Tra i segreti del successo il lavoro di squadra. “La nostra forza – rivendica Biondi – è la coralità di una comunità ampia, policentrica e in costante evoluzione”. Il pesante investimento del Comune aquilano (tra programmazione culturale, grandi esposizioni, produzioni, attività diffuse e azioni di rigenerazione), oltre 16 milioni di euro, testimonia una volontà politica forte. “Affiancare alla ricostruzione materiale una strategia culturale strutturale, capace di generare futuro. E lasciare un’eredità duratura al nostro territorio e alle future generazioni”. L’Aquila 2026 è anche il frutto di una sinergia istituzionale solida che coinvolge il governo, il ministero della Cultura, la Regione Abruzzo e i Comuni delle aree interne e la città di Rieti per la connessione con il sisma del 2016. È la dimostrazione che quando le istituzioni lavorano nella stessa direzione, i risultati arrivano.

Modello di riscatto e comunità per tutta l’Italia

L’Aquila è a buon titolo il simbolo del riscatto e della ricostruzione che diventa modello per tutta l’Italia. “Un riconoscimento che non arriva per caso perché L’Aquila ha scelto consapevolmente e in maniera lungimirante – sottolinea Marco Marsilio – di investire sulla cultura, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica per ricostruire il proprio futuro e darsi una prospettiva”. “Che questo anno di Capitale della Cultura – conclude il governatore – rappresenti per L’Aquila e per l’Abruzzo una nuova stagione di fiducia, di unità e di orgoglio nazionale. Che da questa città, simbolo di rinascita e di pace, si levi l’immagine più vera dell’Italia, un paese che nella cultura riconosce la sua storia, la sua bellezza e la sua speranza”.

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di Romana Fabiani - 17 Gennaio 2026