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L’Aquila capitale della Cultura: il taglio del nastro con Mattarella, Biondi, Marsilio e Giuli. “Rinascita dalle macerie e modello per l’Italia”

Sfida vinta

L’Aquila capitale della Cultura: il taglio del nastro con Mattarella, Biondi, Marsilio e Giuli. “Rinascita dalle macerie e modello per l’Italia”

Cronaca - di Sara De Vico - 17 Gennaio 2026 alle 14:13

“L’Aquila, non è nuova a sfide difficili. Ardua è stata quella con la quale si è misurata dopo l’immane tragedia del terremoto del 2009 e con la quale sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio. Essere capitale della cultura sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana, impresa che prosegue verso il futuro”. Così il presidente della Repubblica  Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione di L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Per il capoluogo abruzzese un giorno di grande festa e commozione per la consacrazione di un patrimonio di civiltà e cultura che viene da lontano.

L’inaugurazione di L’Aquila capitale della Cultura 2026

La cerimonia si è svolta dell’Auditorium della Guardia di Finanza alla presenza delle massime cariche istituzionali. Sul palco si sono alternati il sindaco Pierluigi Biondi, il governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, prima dell’intervento di Mattarella. A dirigere l’orchestra in tutti i brani, a partire dall’Inno di Mameli, il maestro Leonaordo De Amicis, che ha curato anche la direzione artistica dell’evento. “Sono molto emozionato. Sono molto legato a L’Aquila, E questa emozione mi rende più difficile dirigere oggi su questo palco che su quello di Sanremo”, ha detto a Francesca Fagnani che ha condotto la cerimonia insieme a  Paride Vitale. Tanti i personaggi del mondo della cultura che hanno dato un contributo con letture e brani musicali. L’attore Giorgio Pasotti, direttore del teatro stabile de L’Aquila, i cantautori Simone Cristicchi e Amara che hanno intonato “Che sia benedetta” e “La cura” di Franco Battiato. Sono intervenuti anche il baritono Gianluca Ginoble del trio Il Volo, l’attrice Viola Graziosi, la cantante Nicole Tuzii e il compositore nominato agli Oscar Fabrizio Mancinelli.

Mattarella: la cultura è motore e collante di civiltà

“Il lavoro di recupero, di restauro, di riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti”, ha detto  Mattarella che a parlato di cultura come “motore e anche collante di civiltà”.  “Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese colmo di storia, di bellezze, di opere d’arte, di creazioni. Che ha dato vita nei secoli alla nostra identità, grazie ai popoli che hanno abitato la nostra terra, alle loro travagliate vicende storiche, spesso liete, talvolta sofferte, all’incontro con altri popoli”. L’immenso valore della cultura, di cui l’Aquila sarà capitale per il 2026 – ha aggiunto – risalta ancor di più in questo periodo storico. “La cultura  è strumento principe di convivenza, di dialogo, di pace. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Vuol dire investire in democrazia“.

Biondi: cultura come concime per la rifioritura di un popolo

Il primo cittadino de l’Aquila, Pierluigi Biondi, ha sottolineato il grande entusiasmo che accompagna questo momento storico. “Siamo pronti a farci carico della fiducia che registriamo”, ha detto sottolineando che L’Aquila capitale è un sfida di tutto il territorio appenninico. “La nostra rinascita vuole essere anche un modello possibile di riferimento, di studio per il rilancio dell’ Appenino e delle aree interne, messe a dura prova dal terremoto, attraverso il coinvolgimento di Rieti”. La storia di questo primo scorcio di secolo dell’Aquila – ha proseguito – ci racconta di come la cultura possa essere concime per la rifioritura di un popolo, di un territorio che subisce una devastazione che si chiami terremoto o peggio ancora guerra. L’Aquila, con il suo territorio vanta una storia di avanguardia culturale importante, che prende le mosse nel dopoguerra per consolidarsi nei primi anni Sessanta. Essere capitale italiana della cultura 2026 rappresenta un riconoscimento alla nostra storia e alla nostra volontà di credere ostinatamente nella cultura. Abbiamo fatto della cultura l’ispiratrice di ogni scelta, lo sguardo nuovo di una visione che desse il giusto valore e la giusta prospettiva all’arte, alla conoscenza, alla ricerca, alle nuove tecnologie”.

Marsilio: laboratorio di sintesi tra modernità e tradizione

Particolarmente emozionato e consapevole del grande risultato ottenuto il governatore Marsilio. “L’Abruzzo vuole essere laboratorio di equilibrio tra modernità e tradizione, tra crescita economica e tutela del paesaggio, tra comunità locali e prospettiva globale”, ha detto. “Desidero estendere il significato di questa celebrazione a tutto il territorio abruzzese. E in particolare alle aree interne, che costituiscono l’anima più autentica della nostra Regione. Sono territori che custodiscono la memoria delle origini e che oggi chiedono nuove opportunità. Non assistenza – ha rimarcato Marsilio –  ma visione. Non isolamento, ma integrazione. Come Regione intendiamo far sì che l’esperienza di L’Aquila Capitale diventi un modello di sviluppo. Fondato sulla sostenibilità, sull’innovazione e sulla valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale”. “Che questo Anno di Capitale della cultura – ha concluso – rappresenti per L’Aquila e per l’Abruzzo una nuova stagione di fiducia, di unità e di orgoglio nazionale. Che da questa città si levi l’immagine più vera dell’Italia”.

Giuli: “L’Aquila ha vocazione eminente di rigenerazione culturale”

II ministro Giuli ha sottolineato che “la felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero. E così via, per cerchi concentrici sempre più ampi”. Il ministro della Cultura ha sottolineato la vicinanza personale a questi luoghi “del mio cuore. “A tutti voi, a tutte voi, rivolgo il mio auspicio affinché L’Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata”. Federico Mollicone, presidente commissione Cultura della Camera, ha sottolineato che si tratta di un grande traguardo, “raggiunto grazie a una governance illuminata, quella del sindaco Pierluigi Biondi, a un dossier assolutamente credibile e grazie anche al Ministero, al ministro Giuli e al presidente Marsilio, a tutti coloro che hanno fatto squadra per ottenere questo risultato”.

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di Sara De Vico - 17 Gennaio 2026