Dopo l'altolà di Palazzo Chigi
La Svizzera prova a difendersi: “Abbiamo sistemi diversi…”. Il ministro degli Esteri: “Anche noi piangiamo le vittime”
L’Italia non intende fare spallucce e la Svizzera prova a chiarire e circoscrivere per evitare l’incidente diplomatico. Con il ritiro dell’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado, il governo ha mandato un messaggio molto chiaro alla Confederazione elvetica dopo la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti. Il titolare del locale a Crans Montana teatro del drammatico rogo che ha causato la morte di quaranta ragazzi, tra i quali 6 italiani, è tornato in libertà. Dopo la nota di Palazzo Chigi che giudica un’offesa al nostro Paese e ai familiari delle vittime la decisione dei giudici svizzeri, il primo a parlare è Guy Parmelin, presidente della confederazione elvetica, con un video sul sito del quotidiano Blick.
Il presidente svizzero: abbiano procedure diverse. Non accettiamo pressioni
«Possiamo comprendere l’indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti”. Parole non proprio da pompiere. «Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico», ha aggiunto Parmelin. Dal suo canto la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, titolare dell’inchiesta, spiega che non si è trattato di una sua scelta.
La giudice: non è stata una mia decisione
“È una decisione del Tribunale delle misure coercitive”, ha detto dopo essere stata contattata dall’ambasciatore italiano. “Gli ho inoltre consigliato di prendere contatto con il tribunale, oppure con le autorità federali, il Consiglio federale o l’Ufficio federale di giustizia. Pilloud – scrive l’agenzia svizzera – ha poi aggiunto di non volere «provocare un incidente diplomatico tra i due Paesi. Ma non cederò a un’eventuale pressione delle autorità italiane, per cui ho consigliato all’ambasciatore di rivolgersi alle autorità politiche svizzere”.
Il ministro degli Esteri: come l’Italia piangiamo le vittime e i feriti
Prova a rimediare il ministro degli Esteri svizzero, Ignazio Cassis che ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza. Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese. Ne ho discusso oggi con il collega Antonio Tajani e abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune”.
Tajani siamo offesi per quello che ha fatto la giustizia del Cantone Vallese
Il titolare della Farnesina chiarisce nuovamente la posizione del governo Meloni. ”Noi non siamo offesi o indignati con il governo svizzero. Noi siamo offesi e indignati per quello che ha fatto la giustizia del Cantone Vallese. E siamo indignati per la decisione dei giudici di Sion che hanno liberato una persona che aveva già manifestato l’intenzione di fuggire, che poteva inquinare le prove, che può inquinare ancora le prove. È un’offesa a decine di vittime, a decine e decine di feriti, alcuni dei quali stanno ancora combattendo tra la vita e la morte”. La Lega affida ai social il suo ‘pensiero’. “Invitiamo il presidente svizzero ad un garbato e prudente silenzio, per rispetto delle vittime e dei loro parenti, nella certezza che la giustizia svizzera non farà sconti a nessuno, parenti o amici che siano”.