Un candido e commosso addio
La sua Roma, le istituzioni e Hollywood s’inchinano al Maestro: alla camera ardente di Valentino lacrime e un profluvio di bianco. Giuli: la sua grandezza resterà
La capitale si stringe attorno al feretro dello stilista in un allestimento solenne, tra il cordoglio di ministro della Cultura e sindaco Gualtieri, e il ricordo commosso delle dive internazionali la cui bellezza il "Re del rosso" ha saputo nobilitare da artista inimitabile
È un trionfo del bianco ovunque per l’omaggio a Valentino: fiori, pareti, allestimento interno ed esterno: l’ultimo imperatore dell’eleganza ha ricevuto il suo tributo finale tra il candore del colore che amava – pur privilegiando il rosso per le sue creazioni più rinomate – e il dolore e il rimpianto per la sua scomparsa di chi lo ha amato. All’esterno del Palazzo in Piazza Mignanelli che ospita la sua Fondazione e nella camera ardente, tutto è candido.
All’interno, nell’installazione sospesa sul soffitto che ricade sul feretro con fiori stabilizzati e di stoffa ci sono papaveri, anemoni, camelie, rose avalanche, dahlie, delphinium. Per i giardini di fiori veri a terra ci sono invece ranuncoli anemoni, rose inglesi, rose avalanche, violaciocche. E ancora. Dentro le stanze dell’addio di Piazza Mignanelli, dove davanti al feretro campeggia una maxi foto dello stilista, a rendere omaggio a Valentino ci sono anche i due iconici carlini, amatissimi dallo stilista, tenuti da alcuni parenti.
Fuori, nel frattempo, campeggiano invece corone di fiori bianchi da parte di Donatella Versace, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’equipaggio privato del suo yacht, dell’ospedale Gemelli e del teatro dell’Opera di Roma.
Folla di estimatori istituzionali, grandi firme della moda e cittadini affranti alla camera ardente di Valentino
Si è aperta oggi in tarda mattinata, nella centralissima Piazza Mignanelli a Roma, la camera ardente di Valentino Garavani, scomparso lunedì all’età di 93 anni. Un addio che, per volontà dello stilista, ha messo momentaneamente da parte l’iconico “rosso” per tingersi di un bianco assoluto: rose, dalie, pareti e un’installazione floreale sospesa composta da anemoni, camelie e bouganville hanno avvolto il feretro in un’atmosfera eterea…
Il ministro Giuli: «La sua grandezza artistica resterà»
Tra i primi ad arrivare l’assessore alla cultura del Comune di Roma Alessandro Onorato e la stilista Maria Grazia Chiuri, che ha collaborato con Valentino per tanto tempo. Poi è un continuo arrivare di personalità istituzionali e nomi altisonanti del mondo della moda, in un continuo interscambio di emozioni e commozione. E allora: «La sua grandezza resterà», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando come la Fondazione debba continuare a essere un faro per i giovani talenti.
Sottolineando in particolare: «Oggi è una giornata di raccoglimento, di doveroso omaggio, c’è grande dispiacere per la perdita e anche un po’ di rammarico personale per non essere riuscito a congratularmi personalmente con lui per questa magnifica esposizione. La sua storia di successo, la sua grandezza artistica – perché è di un artista che stiamo parlando – resterà», commenta il ministro della Cultura uscendo dalla camera ardente di Valentino, citando non a caso la mostra Venus, momentaneamente chiusa per lutto.
Gualtieri: Valentino ha incarnato Roma e l’ha portata nel mondo. Lo ricorderemo come merita»
Già, il lutto che solo per un attimo può congelare la grandezza dell’artista. Tanto che Giuli aggiunge: «Bisogna sempre tenere presente il fatto che una figura di questa eccezionalità resta nella storia dello stile italiano. Della qualità. E della creatività e eccellenza di un italiano». Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso la gratitudine al Maestro a nome della capitale: «Valentino ha incarnato Roma e l’ha portata nel mondo. Lo ricorderemo come merita».
Una “famiglia scelta” e gli amati carlini
Particolarmente toccante è stata la presenza della “famiglia scelta” dello stilista. Accanto al feretro, visibilmente commosso, lo storico socio e compagno di una vita Giancarlo Giammetti, che nei necrologi ha ricordato i “legami che il tempo non scioglie” e ringraziato i medici del Gemelli. Presenti anche il compagno Bruce Hoeksema e i figliocci Sean e Anthony Souza, che hanno salutato il loro “Vava” come una guida di integrità e grazia. E come anticipato in apertura, un dettaglio ha stretto il cuore dei presenti: la partecipazione dei due iconici carlini dello stilista, portati dai familiari per un ultimo saluto al loro padrone, simbolo di un affetto domestico che Valentino non ha mai nascosto.
Il ricordo delle dive: da Anne Hathaway a Eleonora Abbagnato
E come se non fosse ancora abbastanza, dall’America è giunto il tributo social di Anne Hathaway, che ha descritto Valentino non solo come un «titano della moda». Ma come un amico premuroso che ogni anno le inviava fiori per il compleanno. E che nel 2012 creò per lei un abito da sposa indimenticabile. Un sentimento, quello della diva hollywoodiana, di stima sconfinata e affetto incommensurabile condiviso anche dall’étoile Eleonora Abbagnato, che ha ricordato il “Re del rosso” come una «persona gentile e adorabile». Un uomo e un maestro, capace di amare i propri amici come una vera famiglia.
Un’eredità eterna, indissolubile
E intanto, mentre centinaia di persone comuni continuano a sfilare incessantemente, in lacrime, davanti alla bara chiara, la città di Roma si prepara ai funerali che si terranno venerdì 23 gennaio presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Valentino lascia un vuoto incolmabile. Ma come recita il messaggio apparso sulla vetrina della sua boutique in Piazza di Spagna, il suo testamento spirituale è racchiuso in poche, iconiche parole: «I love beauty, it’s not my fault».