Dove vogliono andare a parare
La sinistra adotta lo schema “rivolta sociale” anche contro le Olimpiadi: il pretesto è l’Ice
In Italia arriveranno solo investigatori e resteranno in una sala operativa, ma da Schlein e Fratoianni è tutto un parlare di «squadracce di Trump» sul nostro territorio. Toni buoni per aizzare le piazze, che già sono in preparazione
All’indomani della conferma della presenza dell’Ice americana alle Olimpiadi di Milano-Cortina si va definendo il quadro del perché la questione abbia suscitato a sinistra una reazione tanto allarmata e scomposta: è l’unico appiglio per tentare di applicare lo schema “rivolta sociale” anche ai Giochi. Ovvero l’unico pretesto emerso per cercare di aizzare la piazza contro un appuntamento di altissimo valore per l’Italia e che rappresenta un altro esempio di proficua collaborazione a diversi livelli istituzionali e tra questi e le realtà private che sono state coinvolte nella costruzione dell’infrastruttura. Che è, insomma, l’ennesima prova plastica di come il sistema Paese sia in grado di marciare all’unisono per il bene comune. L’esatto opposto di un clima da rivolta sociale.
Una polemica pretestuosa
Qualcosa che alla sinistra italiana non sembra proprio andare giù e che è disposta a sacrificare sull’altare del proprio interesse di parte. Sia il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sia il ministro degli Esteri, Antonio Tajani – dopo i giorni in cui la presenza degli agenti americani non era stata ancora confermata, ma la sinistra aveva già preso a sbraitare – hanno chiarito che la scelta degli Usa di inviare qui alcuni uomini della United States Immigration and Customs Enforcement non ha nulla a che vedere con ciò che accade in Minnesota. Intanto, perché qui arriverà la divisione investigativa dell’Ice, la Homeland Security Investigations, e non quella operativa e poi perché i funzionari, nell’ordine delle poche unità, non avranno alcun ruolo nella gestione dell’ordine pubblico, che resta totalmente in capo all’Italia.
«Gli analisti Usa lavoreranno esclusivamente all’interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio», ha chiarito il Viminale. Dunque, «si è scatenata una tempesta in un bicchier d’acqua», ha commentato Piantedosi, aggiungendo che chi dice che gli uomini della Homeland security saranno in strada e fa paragoni con Minneapolis «spaccia una fake news e lo fa per incompetenza o malafede».
Da Schlein a Fratoianni: il ritornello sulle «squadracce di Trump» in Italia
Eppure la grancassa dell’allarme Ice continua a suonare con toni cupissimi. «Non sono i benvenuti. Piantedosi dice di non vedere problemi, noi i problemi li vediamo viste le modalità operative di queste squadracce», ha detto Elly Schlein, perfettamente allineata a Nicola Fratoianni che ha avvertito che «non vogliamo le squadracce di assassini di Trump sul territorio del nostro Paese». E giù con raccolte di firme, appelli alla Costituzione, segnali di voler trasformare l’informativa di Piantedosi sul tema in una sceneggiata e le consuete sponde straniere: dagli esponenti di Left di altri Stati che si premurano di chiedere un intervento dell’Ue, facendosi rispondere con un sostanziale invito a rileggere i Trattati che stabiliscono che «la sicurezza nazionale è di esclusiva responsabilità di ogni Stato membro», alla stampa estera orientata a sinistra come il settimanale tedesco Der Spiegel, che inizia a rilanciare «l’acceso dibattito» che si è sviluppato in Italia, senza tenere conto che l’Ice è stata anche in Germania in occasione dei mondiali di calcio.
La sinistra si prepara a aizzare le piazze
Un armamentario che, fatte le debite differenze, si è già visto in altri frangenti, dalle accuse al governo di complicità in genocidio al presunto clima di repressione che si vivrebbe in Italia, fino agli scioperi preventivi contro la manovra. E che ha sempre la stessa finalità: provare a infiammare le piazze per dimostrare che il Paese vive un drammatico sfilacciamento sociale. E la piazza è esattamente dove la sinistra vuole andare a parare anche oggi: lo ha detto esplicitamente il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino; lo ha annunciato l’Usb, facendo sapere che per il 6 febbraio a Milano, giorno dell’inaugurazione dei giochi, è prevista l’iniziativa “Ice Out”; stanno dando il loro contributo i centri sociali, che sempre per il 6 febbraio hanno convocato una manifestazione di «studenti e operai contro guerra riarmo e leva», ma che sui social hanno anche preso a cavalcare il caso Rogoredo facendo un paragone quanto mai improprio con Minneapolis; infine, è arriva proprio in queste ore la conferma che anche Anpi, Cgil e Sentinelli non vogliono essere da meno e già questo sabato saranno in piazza a Milano per dire “Agenti Ice a Milano? No grazie”. E, alla fine, la domanda che aleggia è una: chi è che vuole esportare il “modello Minneapolis” in Italia?