Sinistra all'attacco
“La preside” di Caivano vola negli ascolti e da sinistra inizia lo “shit storm” sulla Carfora: “E’ meloniana”
Eugenia Carfora è tutto tranne che una donna in cerca di occasioni o di sponde politiche, ma dopo la messa in onda della prima puntata della fiction “La preside“, nella quale si parla della rinascita di Caivano anche grazie alla sua dedizione assoluta, i soliti “noti” di sinistra, in questo caso soprattutto sindacalisti, hanno iniziato a sparare contro di lei per essersi prestata a ciò che ritengono essere una opera di “propaganda meloniana”. Per poi passare anche ad accuse personali, nel tentativo di “smontarne” anche la credibilità come dirigente scolastica.
Un copione già visto, perfino con Sandokan, che a un certo punto è diventato quasi un Donzelli con la scimitarra chiamato ad affermare il “machismo” della destra sulle rete ammiraglia. Gli ascolti, però, non badano alle quisquilie. Sia la “Tigre della Malesia” che la “preside con la bacchetta” piacciono agli italiani a cui piace la tv. Su Rai1, l’altra sera, fiction con Luisa Ranieri (moglie dell’compagno-attore Luca Zingaretti, fratello de compagno-politico Nicola, a proposito di melonismo…) ha vinto la sfida della prima serata televisiva di lunedì incollando davanti allo schermo 4.814.000 spettatori, con il 27% di share. Secondo posto sul podio per Canale5, che con ‘Zelig 30‘ ha ottenuto un ascolto medio di 2.953.000 spettatori con uno share del 21.1%. Niente male, ma che ‘centra la preside Carfora e la Meloni?
Caivano e “la preside”Eugenia Carfora sotto attacco della sinistra
Da quando il piano Caivano è partito, col governo Meloni, riqualificando uno dei quartieri più degradati d’Italia, la preside Carfora, che da sedici anni, nel parco Verde, ha guidato prima l’Istituto Comprensivo Viviani e poi, dal 2013, all’Istituto Superiore “Francesco Morano, è diventata il simbolo della riscossa delle periferie, perfino oltre i confini della Campania. Ma non per tutti.
Un post di un sindacalista napoletano ha innescato la contro-informazione sulla fiction, bollata quasi come una roba artefatta, in stile “Istituto Luce”, il professor Mario Brasile della Sam Gilda. “Un racconto costruito ad arte, che nulla ha a che fare con la complessità reale della scuola e che serve, piuttosto, a legittimare politicamente il cosiddetto Decreto Caivano. Intorno a questa figura si è creato un clamore spropositato, un’aura eroica funzionale a un messaggio molto chiaro: esistono ‘uomini e donne forti’ che, insieme a decreti repressivi, possono risolvere magicamente i problemi delle cosiddette scuole di frontiera…. L’alone eroico costruito intorno alla preside di Caivano è solo fumo negli occhi. Serve a far passare l’idea che il Decreto Caivano, insieme a presunti eroi, sia la ricetta vincente per creare una scuola amata e rispettata. Ma la realtà è un’altra… Il messaggio finale è chiarissimo: la preside di Caivano è il simbolo di questo governo, l’eroe da esibire, la figura da ostentare per giustificare politiche securitarie e autoritarie anche dentro la scuola…”. E sotto al post, decine di commenti indignati… con la preside Carfora e con chi cerca di riqualificare scuola e quartiere dopo decenni di abbandono. Con qualche voce in dissenso: “Ah appunto, mi sembrava strano che non si desse ancora colpa alla Meloni, mi stavo preoccupando…”.
Leggi anche