La repressione
In Iran continua il bagno di sangue. Trump minaccia di intervenire, ma annuncia “Teheran vuole negoziare un accordo”
Almeno duemila morti. Il presidente americano conferma che il regime sarebbe disposto a trattare per la fine delle azioni di violenza
L’Iran alza il tiro e, al sedicesimo giorno di proteste in tutto il paese, la repressione si trasforma in un bagno di sangue con centinaia di morti, 2000 denuncia la fondazione della Nobel Mohammadi, corpi ammassati negli ospedali, e migliaia persone arrestate. Donald Trump sostiene la protesta contro il regime e valuta di intervenire ma annuncia che Teheran sarebbe pronta a negoziare.
Le parole di Trump
L’esercito statunitense sta “valutando alcune opzioni molto forti” di azioni da intraprendere contro l’IRAN, sullo sfondo delle uccisioni di centinaia di manifestanti da parte del regime. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Per Trump il regime degli ayatollah “sta iniziando a superare la linea rossa perché governano con la violenza. Stiamo valutando la cosa molto seriamente. L’esercito ci sta valutando e stiamo valutando alcune opzioni molto forti. Prenderemo una decisione”. Il presidente americano ha però poi puntualizzato che il regime di Teheran sarebbe pronto al dialogo. “I leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione”, ha detto l’inquilino della Casa Bianca.
La conferma da Teheran
L’Iran ha riconosciuto di mantenere aperti i canali di comunicazione con gli Stati Uniti, pur lanciando dure accuse contro Washington e Israele per presunti tentativi di interferenza nelle proteste che scuotono il paese dall’ultimo scorcio del 2017. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato in conferenza stampa che “la linea di contatto con l’inviato americano resta attiva, così come la consueta mediazione svizzera”, smentendo indirettamente ogni chiusura totale del dialogo nonostante le tensioni. Nello stesso intervento Baghaei ha accusato Stati Uniti e Israele di essere dietro la trasformazione delle manifestazioni in atti di violenza armata, sostenendo che “l’intervento americano e sionista mira a provocare il caos nel paese”.
L’Ue: “Comportamento inaccettabile”
“E’ inaccettabile che persone che manifestano in modo assolutamente pacifico per la loro libertà vengono arrestate e uccise“. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla situazione in Iran. “Permettetemi di esprimere la nostra solidarieta’ ai cittadini iraniani estremamente coraggiosi: donne, uomini, giovani che protestano per la loro liberta’. Hanno tutto il nostro sostegno e la nostra solidarieta’, perche’ stanno mettendo a rischio la loro vita”, ha aggiunto. “La presidente von der Leyen ha gia’ espresso il suo pensiero in proposito, chiedendo l’immediato rilascio di tutti i manifestanti incarcerati e il ripristino del pieno accesso a Internet, perche’ ovviamente, il fatto che non ci sia accesso a internet ha lo scopo di rendere piu’ difficile per tutti i manifestanti pacifici far valere il loro diritto di manifestare e chiedere azioni”, ha concluso Pinho