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Ilaria Salis esulta per l’okkupazione Pd-Avs-M5S alla Camera. Ma subito la gelano: «Torna a Budapest»
Ilaria Salis, e non c’è da stupirsene, ha salutato con toni entusiasti il fatto che Pd, Avs e M5S hanno impedito la presentazione alla Camera della proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione, occupando la sala stampa al grido di “fuori i fascisti dalle istituzioni” e sulle note di Bella Ciao.
Ilaria Salis entusiasta per l’okkupazione della sala stampa della Camera
Sui propri social, Salis ha spiegato che «non è solo una questione di ordine pubblico, ma anche di SALUTE PUBBLICA (in maiuscolo nel post, ndr). Il fascismo e il razzismo (il secondo – ha precisato – va sempre insieme al primo) sono una malattia orrenda che attecchisce con facilità quando il capitalismo entra in crisi. E noi dobbiamo fare tutto il possibile, lavorando su cause e sintomi, per impedire che si propaghi, nelle istituzioni ma anche e soprattutto nella società».
«I neofascisti – ha aggiunto – faranno le vittime e invocheranno la libertà di espressione, ma devono mettersi bene in tesa che il fascismo non è un’opinione legittima. È tempo di un nuovo antifascismo. Non più rituale né nostalgico, ma vivo, moderno, radicato nelle questioni materiali oltre che culturali, e all’altezza delle sfide del presente».
I commenti al post: «Siete sempre uguali»
Ora, considerati i trascorsi ungheresi di Ilaria Salis, si potrebbe fare del moralismo o dell’umorismo sulle modalità con cui, secondo lei, dovrebbe incarnarsi questo «nuovo antifascismo», ma sarebbe davvero troppo facile. Ugualmente per quanto riguarda la questione del vittimismo.
L’elemento di incoerenza che sembra aver colpito di più gli utenti di Facebook che hanno commentato il post, però, è stato quello strettamente legato all’evento in sé: ovvero la pretesa di presentarsi come custodi dei presìdi democratici togliendo la libertà di parola a qualcuno. «Marco Pannella insegnava che l’avversario non si zittisce, ma lo si batte con la dialettica; siete solo dei patetici ed inguaribili fascisti rossi!», scrive Ivan. «Ma l’atto di occupare un’aula impedendo una conferenza non è già di per sé un atto fascista?», domanda Paco. Lapidario Gianni: «Impedire di parlare è fascismo».
L’invito a Ilaria Salis: «Torna a Budapest»
Un utente particolarmente indignato, poi, scrive: «Sempre uguali voi! A tutti i costi volete impedire di parlare a chi non la pensa come voi! E poi vi autoproclamate paladini della democrazia e della libertà di parola! Invece di argomentare voi usate la forza bruta per combattere il libero pensiero… Mi chiedo chi sia davvero il fascista… Vergogna! Vergogna! Vergogna!». «Molto democraticamente, invece di argomentare (evidentemente incapaci di farlo), non lasciate parlare gli altri. Siete sempre dalla parte sbagliata», ricorda Claudia. «E questa sarebbe democrazia??? Salis torna a Budapest», è l’invito di Adri, mentre c’è qualcuno che rivela di aver firmato la proposta di legge, salutando con un sarcastico «Bella, ciao!».