Visto da Washington
Il rapporto della Cia smentisce Mosca: i droni di Kiev non erano indirizzati sulla residenza di Putin
L’Ucraina non stava prendendo di mira un’abitazione usata dal presidente Vladimir Putin, nel recente attacco con droni nel nord della Russia. Questo è il responso dell’analisi della Cia sull presunto raid di Kiev, che così ha sconfessato le affermazioni del leader russo al presidente Donald Trump in una telefonata di lunedì. L’inquilino della Casa Bianca è stato informato sui fatti dal direttore della Cia John Ratcliffe.
Il rapporto della Cia: l’Ucraina non ha mai attaccato la casa di Putin nel nord della Russia
La Russia aveva affermato pubblicamente che l’Ucraina avrebbe tentato di colpire la casa di Putin e Trump aveva dichiarato ai giornalisti che il suo omologo glielo aveva riferito telefonicamente. Il presidente americano si era detto sconvolto dall’azione segnalata, credendo apparentemente al leader russo, sebbene l’Ucraina negasse fino alla fine di essere dietro a un simile attacco. “Non mi piace. Non va bene”, aveva detto Trump, definendosi “molto arrabbiato”. Ma Trump aveva anche annunciato la probabilità che l’accusa fosse falsa e che un simile attacco non si fosse verificato, nonostante le parole di Putin. Il ministero della Difesa russo ha affermato che Mosca ha prove a sostegno dell’affermazione del capo della diplomazia russa Sergei Lavrov, convinto che un drone ucraino avesse colpito la casa del leader del Cremlino a Novgorod. Secondo il dicastero, “i materiali saranno inviati agli americani attraverso canali consolidati”.
Zelensky continua a denunciare gli attacchi dei russi alle infrastrutture energetiche
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la Russia sta portando avanti la guerra contro l’Ucraina, durata quasi quattro anni, con oltre 200 droni lanciati e prendendo di mira specificamente le infrastrutture energetiche. “La Russia ha deliberatamente portato la guerra nel nuovo anno, lanciando più di duecento droni d’attacco contro l’Ucraina durante la notte”, ha spiegato il leader ucraino sui social media, aggiungendo che “gli obiettivi erano le nostre infrastrutture energetiche”.
L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash ha auspicanto che “la preghiera per la pace“ possa contribuire “ a rendere il 2026 “l’anno della pace giusta” e la più grande ricompensa per coloro che attualmente soffrono ingiustamente”.