Le ragioni del Sì
Il procuratore di Lecce, Capoccia: «L’Anm peggio della Cgil: si è messa a lottare come un soggetto politico»
Il magistrato durissimo con l'Associazione di categoria, che fa un «processo alle intenzioni». La politica vuole assoggettare le toghe? «Dirlo è una truffa»
Dire che la politica vuole controllare i giudici è «una truffa»: la riforma non lo prevede in alcun modo e, inoltre, una legge contro il principio della separazione dei poteri sarebbe «cestinata» dalla Corte costituzionale. A smontare l’allarme più grave lanciato dall’Anm contro il referendum è un magistrato, il procuratore dei Lecce Giuseppe Capoccia, per il quale «l’Anm si è messa a lottare come un soggetto politico che va a contrastare il potere politico. È peggio della attuale Cgil».
Il procuratore di Lecce, Capoccia: «L’Anm peggio della Cgil»
Intervistato dal Corriere della Sera, Capoccia conferma che non solo anche tra i togati esiste un ampio fronte a favore della riforma, ma che è in crescita, solo che chi ne fa parte per lo più non si espone «un po’ per convenienza, un po’ per evitare inutili polemiche». In questo gioca anche un ruolo la postura che l’Associazione nazionale magistrati ha scelto di assumere, tipica di un soggetto politico – appunto. Un atteggiamento che, è l’avvertimento del procuratore di Lecce, rischia di avere pesanti conseguenze anche nel futuro: «Gli altri sono tutti ladri, noi tutti bravissimi. Non si fa così. Mi domando: con quale serenità e legittimazione, dopo il referendum, comunque vada, andremo a interloquire con qualsiasi governo?».
Una «truffa» dire che la riforma vuole sottomettere i giudici
Quanto all’idea che la riforma voglia sottomettere la magistratura alla politica, il procuratore ricorda che «le sentenze che pronunciamo sono nel nome del popolo italiano che ha la sua rappresentanza solo nel Parlamento. Almeno se non saremo eletti. E non credo che qualcuno stia pensando a questo». «Nella legge non c’è nulla di ciò. La magistratura è un potere autonomo e indipendente e tale resta nell’articolo 104», aggiunge, Capoccia ricordando anche che «una legge contro questo principio sarà cestinata dalla Corte costituzionale. Il processo alle intenzioni è quanto di peggio sta facendo l’Anm».
La «scorrettezza» dell’Anm
Capoccia definisce senza mezzi termini una «truffa» dire che «la politica vuole controllare i giudici». «La separazione riguarda i pm. In nessun Paese i giudici sono sotto il controllo del governo. È lì l’inghippo. E la scorrettezza», aggiunge, spiegando anche di ritenere «scorretto» che «l’Anm, cui aderisce il 98% dei magistrati, spenda i soldi di tutti gli associati, anche i miei» per sostenere il no, «facendo credere che la magistratura sia tutta compatta» su quella posizione.
Il Csm? «Le nomine adesso si fanno col Cencelli»
Infine, rispondendo a una domanda di Virginia Piccolillo, che firma l’intervista, il procuratore di Lecce svela cosa c’è davvero dietro al no al sorteggio del Csm, altra “bestia nera” dei contrari alla riforma. «Il Csm è stato trasformato nella quarta camera, ma è organo di alta amministrazione. La verità – spiega – è che le nomine adesso si fanno con il Cencelli e non ci fidiamo dei sorteggiati perché vogliamo che a decidere restino i nostri amici…».