CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Il falso scoop de “Il Domani” sulla casa della premier Meloni, tra narrazione strumentale e verità dei fatti

L'autogoal

Il falso scoop sulla villa di Giorgia Meloni? Così “Il Domani” si smentisce da solo. La narrazione strumentale smontata pezzo per pezzo

Il punto - di Bianca Elisi - 13 Gennaio 2026 alle 11:13

Nel corso della conferenza stampa di inizio anno, Giorgia Meloni è tornata su quello che per mesi è stato presentato come uno dei “grandi scoop” de Il Domani: la presunta irregolarità nell’accatastamento della sua abitazione. Un’inchiesta costruita per alimentare l’immagine di una premier opaca e favorita, ma che alla prova dei fatti si è rivelata fragile, fino a smentire sé stessa.

Il falso scoop de “Il Domani” sulla casa della premier Meloni che alla fine si rinnega da solo

All’epoca Il Domani aveva dedicato titoli e lunghi articoli alla casa di Meloni, vicino Spinaceto, descritta come una «villa con piscina» accatastata come semplice villino (A/7) anziché come abitazione di lusso (A/8), con un presunto e consistente risparmio fiscale. Il racconto era dettagliato: metrature, numero di vani, lavori di ristrutturazione, pareri di esperti e l’ipotesi che, dopo quegli interventi, l’immobile avrebbe dovuto essere riclassificato.

Una narrazione rafforzata anche da un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle, che contribuiva a delineare un quadro allusivo: una premier “graziata” dal catasto e un’Agenzia delle Entrate indulgente. Peccato che già allora fossero disponibili elementi ufficiali in grado di raccontare una realtà ben diversa.

Lo “scoop” de “Il Domani” sulla casa di Giorgia Meloni: una narrazione incompleta e strumentale

A smentire l’idea di un trattamento di favore, infatti, c’era un documento dell’Agenzia delle Entrate, di cui diede conto Il Messaggero. Un atto tecnico che, dopo un inquadramento procedurale, entrava nel merito dell’abitazione della premier: due piani, di cui uno seminterrato, 18 vani complessivi, altezze interne pienamente ordinarie e una corte esterna di pertinenza limitata, inferiore ai 500 metri quadrati. Caratteristiche proprie della categoria A/7 e non compatibili con l’A/8, riservata a immobili di lusso dotati di elementi tipologici di pregio, ampie corti esclusive e dimensioni nettamente superiori.

Ecco cosa la smonta pezzo a pezzo

Per non parlare del fatto che Meloni vive fuori dal Raccordo Anulare di Roma. Si tratta di una zona che la sinistra della Ztl non avrà visto nemmeno sul “Tutto Città”. Nessuna “grazia”, dunque, ma una classificazione coerente con i criteri di legge.

Durante la conferenza stampa: Meloni ha ricordato anche un altro dato difficilmente contestabile, ossia che nel quartiere in cui vive non esistono abitazioni accatastate A/8. In tutto il municipio ce ne sono appena due, una delle quali appartenente a un noto calciatore (Meloni non l’ha detto, ma si tratta di Francesco Totti) con campi da tennis annessi. Un elemento che, da solo, avrebbe richiesto una verifica minima prima di insinuare accuse.

Una puntualizzazione che equivale a un’auto-smentita

Ed è a questo punto che arriva l’episodio più emblematico. Dopo la replica della premier, Il Domani diffonde un video sui social per precisare: «Mai scritto che Meloni ha brigato con l’Agenzia delle Entrate, ma che le destre si sono sempre opposte alla riforma del catasto». Una puntualizzazione che equivale a un’auto-smentita. Perché se non c’era da brigare, se non c’era irregolarità, se non c’era un’anomalia concreta, allora cosa restava dello scoop?

Resta allora il paradosso di un’inchiesta costruita più per colpire politicamente che per accertare i fatti. E resta una lezione giornalistica elementare: quando la realtà non regge l’impianto accusatorio, forzare la narrazione porta solo a smentirsi da soli.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Bianca Elisi - 13 Gennaio 2026