Sconfessato dal Tar
Gualtieri perde in tribunale contro le suore: il Campidoglio voleva usare i giardini di un convento come area cani
Brutta botta per il sindaco Gualtieri: le suore apostole del Sacro Cuore hanno vinto il ricorso al Tar contro il Comune di Roma, che aveva occupato una parte dell’area verde in via di Grottarossa. Si tratta del secondo round vinto in tribunale dalle religiose dell’istituto romano.
La battaglia legale è antica: il Campidoglio, con le giunte Pci, all’epoca fieramente anticlericali, aveva espropriato parte del parco di proprietà dell’ordine religioso, per destinarlo a un’area cani. Le suore, dopo una lunga sequenza di tentativi e contestazioni, hanno deciso di portare la questione davanti ai giudici amministrativi. Il punto, per loro, è semplice: o il Comune restituisce il terreno, oppure lo acquisisce regolarmente, pagando il suo valore e gli indennizzi dovuti per tutti questi anni di utilizzo.
Finora l’amministrazione Gualtieri ha fatto orecchie da mercante alla richiesta delle suore. Nel primo ricorso, il Campidoglio aveva tentato di difendersi invocando l’usucapione. Posizione respinta dal Tar che infatti, l’1 marzo 2024, ha rigettato la tesi di Roma Capitale, obbligata a scegliere tra due opzioni: restituire il bene «illegittimamente occupato» con contestuale risarcimento del danno, da quantificare, oppure acquisirlo formalizzando una procedura di esproprio e, comunque, pagando un indennizzo alle religiose.
Gualtieri avvisato, mezzo salvato
Indennizzo che però l’amministrazione capitolina non ha mai concesso alle suore di Grottarossa. Così le religiose sono tornate ad interpellare il Tar, con un nuovo ricorso, in cui pretendono appunto l’applicazione della prima sentenza e, vista l’attesa, una nuova richiesta di risarcimento danni e di altre penalità di mora.
Come riporta il sito Vignaclarablog, i giudici hanno accolto la richiesta principale, certificando senza troppi giri di parole un “palese inadempimento” da parte del Comune. Sulla parte economica, invece, il Tar ha preso atto di una relazione interna dell’amministrazione che parla di assenza di fondi disponibili per procedere all’acquisizione dell’area. Tradotto: la volontà ci sarebbe, ma le risorse no.
Resta però un dato incontestabile: il problema non può più essere rinviato all’infinito. Con l’ultima pronuncia, il Tribunale ha assegnato al Campidoglio un termine preciso: novanta giorni per rimettere ordine a una situazione che dura da oltre quarant’anni. Gualtieri avvisato, mezzo salvato.