Australian Open
Gloria azzurra totale, gioia a metà: Sinner domina Shelton, Musetti costretto al ritiro. Il tributo di Nole
Un Jannik Sinner monumentale travolge Ben Shelton e vola in semifinale agli Australian Open. Eppure, quella di oggi per noi tifosi azzurri è una gloria vissuta a metà… Perché mentre l’altoatesino conferma una solidità da numero uno, domando il servizio dello statunitense in tre set chirurgici, Lorenzo Musetti vede infrangersi il sogno (meritatissimo) di un derby storico sul più bello. Avanti di due set contro un Novak Djokovic in netta difficoltà, il carrarino è stato tradito dal fisico: un infortunio all’adduttore lo ha costretto alla resa, regalando al serbo un pass per le semifinali che pareva ormai perduto.
Australian Open, totale gloria azzurra, ma gioia a metà
E con lo stesso Djokovic che riconosce l’onore al merito dell’avversario di oggi, sul quale ammette, sinceramente: «Musetti era il giocatore migliore in campo, ero decisamente pronto ad andare a casa. È stato sfortunatissimo: avrebbe dovuto vincere lui oggi. Sono in semifinale, ma non dovevo vincere». Un concetto che Nole ribadisce anche via social, laddove su Instagram scrive: «Grande rispetto e pronta guarigione per Lorenzo Musetti. Sei stato incredibile oggi, stavo tornando a casa. Guarisci bene amico mio. Avanti».
Sarà dunque ancora Sinner contro Nole, l’undicesimo atto di una sfida infinita. Mentre nel tabellone femminile Elena Rybakina firma l’impresa di giornata eliminando la favorita Iga Swiatek. Ma procediamo con ordine.
Sinner domina Shelton, Musetti si ritira avanti di due set contro Djokovic
La sfortuna di Lorenzo Musetti: sfuma nel dolore che aumenta a ogni mossa per un problema fisico il sogno di gloria del carrarino. Quello di una semifinale tutta italiana agli Australian Open. Sinner, vincente in tre set contro Ben Shelton, dovrà vedersela per l’undicesima volta in carriera contro Novak Djokovic che, dopo aver perso i primi due set, ha sfruttato il ritiro di Musetti per passare il turno e confezionare una doppia sfida tutta riservata ai primi quattro del tabellone con Alcaraz (n.1) e Zverev (n.3) dall’altro lato.
«Sono questi i momenti per i quali ti alleni. Spero di giocare una buona partita, ma per battere Nole dovrò stare al meglio. Ho appreso lezioni importanti in passato, siamo fortunati ad averlo a questo livello alla sua età. Spero sarà una grande battaglia», ha spiegato a caldo Sinner che ha chiuso il match contro Shelton per 6-3 6-4 6-4 in due ore e venticinque minuti di gioco. L’altoatesino – riferisce Italpress – è chirurgico: piazza un break per set e cancella le quattro occasioni concesse allo statunitense, definito in conferenza stampa «un avversario duro, con un gran servizio e con miglioramenti di anno in anno». Non è bastata però la nuova versione di Shelton per superare un Sinner che ha conquistato il 78% di punti con la prima. E il 65% con la seconda.
Sinner punta al triplete, la delusione di Musetti
Vincitore delle ultime due edizioni dell’Happy Slam, il numero 2 al mondo punta più che mai a diventare il quarto tennista in 120 anni di storia a conquistare l’Open d’Australia per tre anni di fila. L’ultimo a riuscirci è stato proprio Djokovic, il quale ha centrato l’impresa per due volte a distanza di quasi un decennio. La prima, ricorda sempre Italpress, dal 2011 al 2013. E la seconda volta dal 2019 al 2021. Ora sarà il serbo a provare a sbarrare la strada a Sinner, dopo essere stato ad un passo dall’eliminazione contro Musetti.
Il carrarino: «Giocare così, condurre il match e poi essere costretto al ritiro, fa davvero male»
Come tristemente noto ormai, l’italiano sta dominando aggiudicandosi i primi due set (6-4 6-3), quando subisce un infortunio all’adduttore e non riesce più a muoversi con fluidità. Il break a zero di Djokovic e il medical time out fanno da preludio all’inevitabile ritiro. «Giocare così, contro Djokovic, condurre il match, essere sopra di due set e poi essere costretto al ritiro, è qualcosa che non avrei mai immaginato, fa davvero male»… Parole, quelle di Musetti, che fanno da triste contraltare alla gioia e propositività di Sinner, vincente ancora una volta (e non che non abbia avuto problemi fisici anche lui in quel di Melbourne)…
