Battute e veleni sulla riforma
Giustizia, da sinistra manca solo la minaccia dello sbarco di alieni. E spunta la chat con la “schedatura” dei prof che votano sì
Gridano al “gomblotto” dei poteri forti, Facebook in testa, che avrebbero bloccato il video-spot sul “no” al referendum del professor Alessandro Barbero, ma quando c’è da difendere le idee di qualcuno che la pensa diversamente, basta una vocale a far cambiare tutto. Per il professor Augusto Barbera, e non Barbero, ex presidente della Corte Costituzionale, si va dritto al sodo su una sua disavventura giudiziaria, senza andare troppo per il sottile sul fatto che le accuse, che riguardavano favoritismi in concorsi universitari, erano finite in prescrizione, con una sottolineatura del giudice che lo scagionava dal gruppo di chi aveva aiutato nel concreto i “favoriti”. Una precisazione comparsa oggi sul “Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio, di cui si conosce la linea: l’assoluzione è sempre relativa, la prescrizione, per lui, resta comunque un marchio infamante. Soprattutto se ti sei schierato per il “sì” alla riforma Nordio e al referendum. “Sì, professore – è la risposta nella rubrica delle lettere – ma il fatto che lei sia uscito per la prescrizione è un dato di fatto”. Vero, ma perché questa storia esce fuori proprio in questi giorni? Sarà che forse, nell’élite dei giuristi italiani, si sta combattendo una battaglia di posizionamento con la sponda dei giornali, “Il Fatto” in prima fila, e con quelli del “no”, che fiancheggiano le semi-bufale del Comitato presieduto da Rosy Bindi, particolarmente avvelenati con chi non la pensa come loro.
Referendum e liste “nere”, spunta una chat
Ma sui giornali di oggi, “Il Giornale” e “La Verità“, si parla anche di una chat di giuristi che sostengono le ragioni del “no” sulla quale circolerebbe una “lista di proscrizione” di colleghi che si sono schierati dalla parte sbagliata. Tra cui, guarda caso, Augusto Barbera, ma anche altri due ex della Consulta, dal presidente del Comitato “Sì Riforma” Nicolò Zanon, all’ex consigliere della Corte Giulio Prosperetti. Con tanto di foto tripartita, a mo’ di segnaletiche.