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Crans Montana

La strage

Gianni, il ragazzo eroe che ha salvato i suoi coetanei a Crans Montana: “Ho visto l’inferno”

Il giovane italiano, tra massaggi cardiaci e un pronto intervento, ha contribuito a sottrarre alla morte diversi ragazzi nel rogo in Svizzera

Cronaca - di Gianni Giorgi - 2 Gennaio 2026 alle 14:15

C’è un ragazzo italiano che a Crans Montana, nell’incendio che ha ucciso centinaia di persone, ha avuto un grande coraggio, riuscendo a salvare diversi suoi coetanei. Un diciannovenne che ha messo in pericolo la sua vita pur di salvarne altre.

Chi è Gianni

Gianni, 19 anni, è stato pronto e capace di sottrarre diversi coetanei dalla morte. “Non potrò mai vedere nulla di peggio di quella notte“, ha dichiarato al quotidiano svizzero “20 Minuti“.

I soccorsi sono arrivati abbastanza in fretta, ma venivano da lontano. Le ambulanze hanno tardato moltissimo“, ha proseguito nel suo racconto, raccontando quei primi minuti concitati durante i quali l’inferno si è palesato davanti ai suoi occhi. “C’erano persone stese a terra, a torso nudo, sfigurate, bruciate. Tutti potevano vederle”.

Gianni è giovane, è coetaneo di gran parte dei presenti in quel bar, ma ha una minima esperienza di protezione civile e allora, nonostante l’orrore, ma forse proprio per quello che stava vedendo svilupparsi davanti ai suoi occhi, ha deciso di intervenire direttamente, di mettersi a disposizione dei pompieri: “Non erano abbastanza. Non avevo mai visto così tanta gente messa così male“.

“Un vero e proprio inferno”

A volte dovevamo poggiare le vittime a terra e ‘abbandonarle‘ per andare a prendere quelle che erano ancora all’interno“, ha raccontato Gianni al quotidiano svizzero, ma quello che c’era attorno a lui non è raccontabile: “Più si andava avanti, più avevamo casi estremi. Grandi ustionati. Non c’erano più volti, né capelli. Le persone erano nere, i vestiti si scioglievano nella pelle“. Fuori da Le Constellation c’erano “persone quasi smembrate, che non rispondevano più“.

“Ho visto molta gente morire davanti ai miei occhi” ma qualcuno, grazie a lui, si è salvato: “Sono sicuro di aver aiutato delle persone. Pochissimi civili sono venuti a dare man forte: solo tre o quattro“. In quei momenti, ha proseguito, “non si riusciva più a distinguere un bambino da un adulto, una donna da un uomo, tanto le persone erano bruciate. È impossibile identificarle“.

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