Il delitto a Roma
Fisioterapista romana ammazzata a colpi di lupara: ergastolo all’ex. Il vocale del killer: “Ho visto il sangue che schizzava”
Condannato all’ergastolo Gianluca Molinaro, l’uomo che il 4 luglio 2024 ha aperto il fuoco con un fucile a canne mozze contro la sua ex compagna e madre di suo figlio Manuela Petrangeli uccidendola. La sentenza è stata emessa dai giudici della Prima Corte di Assise di Roma dopo quattro ore di camera di consiglio.
”Manuela era una donna forte, solare, determinata che è stata barbaramente uccisa, strappata ai suoi affetti più cari per mano del padre di suo figlio, Gianluca Molinaro, un uomo vittima di sé stesso e delle sue ossessioni patologiche, vittima del più brutale arcaico e ancestrale modello del patriarcato nella relazione uomo-donna, frutto di stereotipi che Molinaro ha interpretato nel peggior modo possibile”, aveva sottolineato lo scorso 25 novembre il pubblico ministero nel corso della requisitoria con cui aveva sollecitato la condanna all’ergastolo. In aula nel corso delle udienze del processo sono stati ripercorsi i messaggi con le tante offese e minacce inviate alla donna fino a poco prima del femminicidio.
Molinaro, dopo il delitto compiuto in via degli Orseolo poco distante dalla clinica dove lavorava la sua ex, si era costituito presso una caserma dei carabinieri consegnando il fucile a canne mozze con cui aveva compiuto il femminicidio. Gli inquirenti avevano acquisito nell’indagine anche gli sms scambiati con un amico prima del delitto nei quali si legge ”oggi forse prendo due piccioni con una fava” e in un altro, dopo l’omicidio della fisioterapista 51enne, dice ”gli ho sparato du botti”. L’imputato era presente in aula alla lettura della sentenza.
Secondo l’accusa, non si è trattato di un gesto improvviso ma pianificato, anche per l’aspetto che riguarda la particolarità dell’arma del delitto, una lupara. “Quello di Molinaro non è stato un raptus, ma un’esecuzione premeditata. Era la cronaca di una morte annunciata. Lui stesso si definiva una bomba a orologeria e il ‘problema’ da eliminare, nelle sue parole, era Manuela”, aveva concluso la pm. Inquietante anche il messaggio inviato dall’imputato a un’amica subito dopo l’omicidio: “L’ho uccisa. Speriamo che l’ho presa bene. Ho visto il sangue che schizzava da tutte le parti”
”La sentenza ha dato atto della bontà dell’impianto accusatorio, ha ritenuto provati tutti i capi di imputazione, comprese le aggravanti. Sono stati ricostruiti gli eventi in maniera dettagliata con tutto quello che era il pregresso e gli anni di sofferenza patiti dalla vittima”. Così l’avvocato Carlo Testa Piccolomini, che insieme alla collega Mascia Cerino assiste la famiglia di Manuela Petrangeli, dopo la sentenza della Corte di Assise di Roma che ha condannato all’ergastolo l’ex Gianluca Molinaro.