Giustizia in azione
Finita la farsa della Flotilla, iniziano i guai seri per antagonisti e Pro Pal: 18 denunce per le violenze di Torino
La Procura ha depositato una richiesta di misura cautelare agli arresti domiciliari per i reati di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale
Il sostegno alla Flotilla, le accuse agli israeliani, poi tutti in piazza a manifestare e a devastare, anche redazioni dei giornali, come “La Stampa“, considerate “sioniste”, scontri con le forze dell’ordine, vandalismi e scenate isteriche. Oggi, a tre mesi di distanza, a Torino gli antagonisti e i Pro Pal devono fare i conti con la giustizia, che ha notificato 18 avvisi di garanzia ad altrettanto esponenti dell’estrema sinistra con il decreto di fissazione degli interrogatori preventivi emessi dal gip del capoluogo piemontese. La Procura ha depositato una richiesta di misura cautelare agli arresti domiciliari per i reati di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. I fatti riguardano diverse manifestazioni che si sono svolte tra settembre e novembre nel capoluogo piemontese. Tra questi, innanzitutto la manifestazione in sostegno alla Global Sumud Flotilla svoltasi il 24 settembre in occasione della quale circa 1500 persone, dopo essersi ritrovate in piazza Castello, hanno sfilato per le vie del centro fino a raggiungere la stazione ferroviaria di Porta Susa, dove circa 700 manifestanti, dopo aver forzato uno degli accessi, hanno fatto ingresso in stazione e occupato per oltre un’ora i binari ferroviari, determinando il blocco della circolazione.
Pro Pal e antagonisti scatenati a Torino tra settembre e novembre
Altri episodi contestati fanno riferimento al 2 ottobre quando circa 30 attivisti, dopo aver raggiunto in bicicletta l’aeroporto di Caselle, hanno tagliato la recinzione e sono entrati nel perimetro dello scalo causando per circa 30 minuti la sospensione dei voli. La stessa sera, poi, durante un corteo a cui hanno preso parte circa 10 mila persone, raggiunte le Ogr dove il giorno seguente, era in programma l’Italian Tech Week’ alcune decine di partecipanti hanno scavalcato i cancelli e una volta all’interno danneggiato arredi, monitor, vetrate e autovetture in esposizione oltreché spintonato e strattonato gli addetti alla sicurezza intervenuti per tentare di bloccarne l’accesso. E ancora, il giorno successivo, circa 1300 attivisti hanno effettuato un corteo attraverso il perimetro delle Ogr dove era in corso la manifestazione tentando di accedere alla struttura, lanciando pietre ed oggetti contro le forze dell’ordine. Successivamente i manifestanti si sono spostati all’esterno dell’azienda Leonardo dove hanno lanciato bottiglie e pietre causando il ferimento di 6 agenti e danneggiando autovetture di dipendenti all’interno del parcheggio aziendale. Le contestazioni, riguardano, infine, l’irruzione, il 14 novembre, di alcuni partecipanti al corteo promosso per il ‘No Meloni Day’ all’interno della Città Metropolitana di Torino del 14 novembre durante la quale sono stati feriti 9 operatori e l’irruzione all’interno della sede del quotidiano ‘La Stampa’ del 28 novembre a margine del corteo organizzato per la giornata di sciopero generale quando circa 80 manifestanti, dopo aver scavalcato i cancelli sono entrati nello stabile dello stabile, danneggiando alcune porte, una telecamera di video-sorveglianza e vergando le pareti con diverse scritte.