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Anguillara Federica Torzullo

Il giallo di Anguillara

Federica Torzullo, continuano le ricerche anche nel lago di Bracciano. I genitori: “Chi sa qualcosa parli”

Dalle discussioni in strada al silenzio dopo la denuncia, emergono i dettagli raccontati dai residenti della zona e gli elementi osservati nei giorni precedenti al 9 gennaio

Cronaca - di Ginevra Lai - 15 Gennaio 2026 alle 10:45

Le tensioni tra Federica Torzullo e il marito Claudio Carlomagno erano note a chi vive nella stessa strada della coppia ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma. Una stradina chiusa, con una decina di villette a schiera, cortili confinanti e pareti adiacenti, dove ciò che accade all’esterno difficilmente passa inosservato.

Le liti in strada

«Li ho visti discutere in strada. Lui urlava, lei non rispondeva nulla e tendeva ad allontanarsi». È uno dei racconti raccolti tra i residenti e riportati dal Messaggero. Le discussioni, secondo più testimonianze, si sarebbero intensificate nelle settimane precedenti la scomparsa della donna, denunciata dal marito il 9 gennaio. Carlomagno, imprenditore di 45 anni, è ora indagato per omicidio dalla Procura di Civitavecchia.

L’episodio prima di Natale

Un vicino, Andrea, istruttore di scuola guida che abita nella stessa via, riferisce un episodio avvenuto poco prima di Natale. «Ho assistito a una discussione molto accesa tra di loro, per strada. Claudio aveva un tono di voce alto, urlava. Federica non reagiva verbalmente, non diceva nulla e tendeva ad allontanarsi da lui». Aggiunge: «Non vedevo lei da parecchio tempo. Un paio di amici in comune mi hanno riferito che lei avesse chiesto la separazione e l’affido del figlio, questo posso dirvelo per certo».

La separazione e il figlio

Secondo quanto emerso, la 41enne avrebbe avviato le pratiche per la separazione giudiziaria e per l’affidamento del figlio di dieci anni, arrivata a quello che viene descritto come il limite della sopportazione. I litigi, raccontano i vicini, avvenivano anche in pubblico.

La villetta e i sopralluoghi

La villetta della coppia, in via Costantino 9, è una casa su due livelli, con tetto in tegole, camino e pareti color crema. Davanti, un piccolo cortile con prato e le auto dei coniugi. Un cane staziona all’esterno. Nelle ultime ore alcune persiane risultavano chiuse, altre socchiuse, mentre i carabinieri effettuavano sopralluoghi all’interno e all’esterno dell’abitazione, utilizzando anche il luminol alla ricerca di eventuali tracce ematiche.

Il silenzio del quartiere

Un altro residente, pensionato, parla di una famiglia «apparentemente tranquilla». «Ci si salutava e basta, non avevamo un rapporto. Qualche volta ho visto i genitori venire a trovarli, ma niente di più. Non sapevo di litigi tra di loro né della possibilità che si separassero». Poi però sottolinea un elemento che considera anomalo: «Nessuno della famiglia è venuto a chiederci aiuto, a informarsi se avessimo visto Federica negli ultimi giorni».

Nessun appello immediato

Nessun appello pubblico immediato, nessuna mobilitazione visibile nel paese. Solo in un secondo momento l’associazione Penelope Lazio ha diffuso un volantino con i dati e la foto della donna scomparsa. «Aiutateci a trovarla. I genitori sono disperati», ha dichiarato Rocco Micale, vicepresidente dell’associazione. Nel volantino si legge che Federica è alta 1,80, pesa 80 chili, ha capelli castani, occhi neri e tre tatuaggi sul corpo.

I timori di chi vive vicino

Questo silenzio iniziale ha destato perplessità anche tra chi vive poco distante. Una cassiera che abita in una villa da cui si vede la casa della coppia racconta: «È una brutta storia che ci riporta alla vicenda di Federica Mangiapelo. Speriamo che l’epilogo non sia lo stesso».

Il dettaglio del 9 gennaio

Un ulteriore dettaglio riguarda la mattina del 9 gennaio. Francesca, imprenditrice con un’azienda accanto al capannone della Carlomagno srl, riferisce di aver visto l’uomo arrivare più tardi del solito. «È arrivato intorno alle dieci di mattina, più tardi del solito. Era a bordo di un furgone. C’erano diversi operai che pareva lo stessero aspettando da un po’». Poi, il saluto a distanza e l’ingresso nel capannone. Dopo, più nulla.

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di Ginevra Lai - 15 Gennaio 2026