Aveva 90 anni
È morto Angelo Gugel, maggiordomo di tre papi e custode impenetrabile dei segreti vaticani
È morto a 90 anni Angelo Gugel, l’ultimo maggiordomo e il grande riservato e silenzioso custode dei segreti di ben tre pontefici: Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI.
Nato il 27 aprile 1935 a Miane (Treviso), Gugel era rimasto uno degli ultimi, ad aver vissuto da molto vicino – gli Aiutanti di Camera sono parte integrante della Famiglia pontificia – la breve stagione di Luciani sul soglio del Successore degli apostoli, deponendo poi al processo che ne ha consentito la beatificazione. Poi con Wojtyla si trovo’ al suo fianco anche al momento dell’attentato del 13 maggio 1981. E lavoro’ infine nel primo periodo in cui al Papa polacco era succeduto Ratzinger. Di famiglia contadina con alle spalle anche un’esperienza di due anni in seminario, nel 1955 fu arruolato come gendarme in Vaticano. Ammalatosi di tubercolosi, dopo una lunga convalescenza era stato trasferito al Governatorato, fino a che Albino Luciani, suo antico vescovo a Vittorio Veneto, non lo volle al suo fianco. Del resto già durante il Concilio Vaticano II, gli aveva fatto da autista a Roma ed era anche stato a cena a casa sua.
Chi era Angelo Gugel
“Sempre impeccabile nell’abbigliamento, di quell’eleganza sobria che non e’ ostentazione, Angelo Gugel ha mantenuto il riserbo che il delicato ruolo affidatogli imponeva anche dopo essersi ritirato in pensione”, scrive Vatican News. Di rado ha concesso interviste. In occasione del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II aveva voluto affidare alcuni ricordi al numero speciale preparato dall’Osservatore Romano per celebrare l’anniversario. “Mi sono tremate le gambe quando sono stato richiamato in Appartamento dopo la morte di Giovanni Paolo I”, scrisse nella circostanza descrivendo la chiamata nel Palazzo Apostolico da parte del Papa “venuto da molto lontano”. “Ma il clima di fiducia instaurato dal Santo Padre” e “anche da monsignor Stanislao e dalle suore, mi ha fatto sentire “a casa”, ha scritto riferendosi al segretario particolare di Wojtyla, oggi cardinale Dziwisz, e alle religiose polacche che lo assistevano.
“Quando uscivo con Wojtyla neanche i familiari sapevano dove andavamo”
“Mantenere la riservatezza sul mio lavoro anche in famiglia era normale. Quando uscivamo con il Santo Padre in forma privata anche i miei familiari lo venivano a sapere dai giornali”, aveva aggiunto. E dell’attentato del 13 maggio 1981 continuava a ricordare ogni momento, dal foro della pallottola, al Papa adagiato per terra all’ingresso del palazzo dei Servizi di sanita’ in Vaticano, fino alla lunga corsa verso il policlinico Gemelli.
Il nome di Angelo Gugel venne tirato in ballo anche per la sparizione di Emanuela Orlandi, sulla ipotesi che la giovane cittadina vaticana fosse stata rapita per sbaglio, al posto di Raffaella Gugel, una delle figlie di Angelo, che con Emanuela aveva una certa somiglianza.
La figlia somigliante a Emanuela Orlandi e l’ipotesi dello scambio di persona
Il 24 luglio 1984 Raffaella Gugel, riferendosi all’attentato al papa disse ai carabinieri della legione Roma, Reparto operativo, terza sezione, che si era resa conto di essere stata pedinata per qualche giorno da un uomo nel tragitto che faceva da casa a scuola.
«Mio padre mi disse di stare attenta per la strada perché per la Città del Vaticano erano circolate voci di un possibile rapimento di un cittadino vaticano in cambio del terrorista turco Alì Agca».
Gugel allertò anche la Guardia Svizzera. E fu a questo punto che i rapitori capirono che non potevano più colpire il loro bersaglio numero uno: Raffaella Gugel. Infatti Angelo la fece seguire da un agente della vigilanza vaticana. Gugel mise in guardia anche l’altra figlia, Flaviana, che si fece tingere i capelli e cambiò anche lei stile di vita.
Il successore di Angelo Gugel divenne il corvo di Vatileaks: “Me lo aspettavo”
Angelo Gugel ha parlato per la prima volta nel 2018, in un’intervista concessa al “Faro di Roma”. Gugel fu tra coloro che il giorno nel quale Alì Agca sparò tre colpi di pistola a Papa Wojtyla in Piazza San Pietro sdraiò il Santo Padre sul pavimento, prima di trasportarlo in ambulanza al Policlinico Gemelli. Fu tra i primi a soccorrerlo.
Gugel, era veneto di Miane (Treviso), andò poi in pensione dopo un paio d’anni con Benedetto XVI, che lo sostituì con Paolo Gabriele, diventato noto come il “corvo” del caso Vatileaks e che fu arrestato accusato d’aver rubato documenti al Papa. “Me lo aspettavo. Mi era stato chiesto di addestrarlo. Ma non mi sembrava che fosse interessato a imparare”, disse di lui Gugel all’epoca della fuga di notizie. Ma tornando
