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Omar Favaro, condannato con erika De Nardo per il massacro di Novi Ligure, in una foto di archivio

Di nuovo in aula

Dopo il massacro di Novi Ligure Omar torna a giudizio per maltrattamenti alla ex moglie. Lui: calunnie

Dalla mattanza del 2001 alle nuove accuse di violenze e minacce, quello che nella memoria collettiva è rimasto sempre il complice di Erika, oggi 42enne, torna sul banco degli imputati: processo al via il 19 marzo. Lui respinge le accuse

Cronaca - di Greta Paolucci - 27 Gennaio 2026 alle 19:23

A 25 anni dal massacro di Novi Ligure, il nome di Omar Favaro torna ai disonori della cronaca e a riecheggiare nelle aule di giustizia. L’ex ragazzino della mattanza in casa De Nardo – Erika De Nardo e Omar Favaro avevano 16 e 17 anni quando nel febbraio 2001 uccisero la madre di lei, Susy Cassini, e il piccolo Gianluca, il fratellino che aveva solo 11 anni – oggi 42enne, è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Ivrea con l’accusa – da lui sempre fermamente respinta – di maltrattamenti alla ex moglie.

Omar, dopo Novi Ligure torna sul banco degli imputati con l’accusa di maltrattamenti all’ex moglie

Il processo si aprirà il prossimo 19 marzo. I fatti si sarebbero svolti tra il 2019 e il 2021 e a presentare denuncia era stata la stessa donna che si è costituita parte civile, riferendo di aver subito minacce di morte, botte, soprusi fisici e psicologici.

Omar Favaro a giudizio (e sotto i riflettori): ma lui respinge le accuse

Dunque, Omar andrà a processo per maltrattamenti e violenza sessuale, tornando nuovamente sul banco degli imputati venticinque anni dopo la condanna per la mattanza di Novi Ligure. Secondo l’accusa, basata sulla denuncia dell’ex moglie — ora costituita parte civile — Favaro avrebbe trasformato la vita coniugale in un inferno tra il 2019 e il 2021. Botte, soprusi psicologici, minacce di morte e un controllo ossessivo: i magistrati descrivono un «clima di costante paura». Sebbene l’imputato respinga ogni addebito, parlando di ritorsioni legate a una difficile causa di separazione, il rinvio a giudizio torna a puntare i riflettori su una personalità che la cronaca nera non ha mai dimenticato, per quanto sembrasse uscito dai radar…

Omar, all’ombra di Novi Ligure e di un massacro difficile da dimenticare

Certo, la vicenda si è inserita nell’ambito di una causa di separazione e non ha nulla a che vedere con il caso di Novi Ligure. Ma è evidente che scindere l’uomo di oggi dal ragazzino di allora, per l’opinione pubblica può risultare ancora difficile. Anche perché, quel massacro inferto con quasi cento coltellate per trucidare Susy Cassini, madre di Erika, e il piccolo Gianluca, il fratellino di soli undici anni che implorò invano pietà, costò all’allora 17enne una condanna a 14 anni per duplice omicidio volontario premeditato. Omar, poi, ha beneficiato di indulti e sconti per buona condotta, tornando in libertà nel marzo del 2010 grazie ai premi e indulto. Una riabilitazione però che, sempre agli occhi dell’opinione pubblica, è sempre apparsa fragile.

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di Greta Paolucci - 27 Gennaio 2026