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Del Vecchio gela Gruber e Giannini: “Mi piace l’Italia di questi tre anni con la Meloni” (video)

Debutto in tv

Del Vecchio gela Gruber e Giannini: “Mi piace l’Italia di questi tre anni con la Meloni” (video)

Politica - di Lucio Meo - 30 Gennaio 2026 alle 08:32

Ma lei da che parte sta? Ma le piace la Meloni? Ma i dati economici non sono negativi? Ci hanno provato in tutti i modi i pasdaran dell’anti-melonismo, la premiata ditta Gruber-Giannini, a far cadere Leonardo Maria Del Vecchio, astro nascente dell’imprenditoria italiana, nella trappola dell’opposizione a prescindere. Ma poi si sono arresi, verdi di rabbia. Il rampollo del colosso Luxottica, per la prima volta in tv a “Ottoemezzo“, su La7, ha candidamente difeso la sua posizione. “Mi piace l’Italia di questi 3 anni e mezzo di governo, se non mi fossi sentito stabile di investire in Italia non lo avrei fatto, questa stabilità è anche parte del lavoro del governo. Vedo un’Italia stabile”, ha risposto Del Vecchio. Centrodestra o centrosinistra? “Ho votato per entrambi, ho votato Renzi e ho votato Meloni”, ha detto ancora, eludendo invece la domanda sul gradimento per il presidente americano Trump: “La domanda è perché si è arrivati a un certo tipo di politiche e atti di forza, è per una mancanza di unità e forza di un’unione che ancora non si vede dell’Europa, se fosse stata più unita non ci sarebbe stato questo spazio per Trump”. E la Gruber: “Ma è colpa dei sovranisti come la Meloni!”. Ossessione non raccolta dal giovane imprenditore, che ha dialogato a più riprese con Italo Bocchino, in studio.

“Mi è sempre stato detto che corro troppo, ma prima di fare un ulteriore passo come comprare una televisione è meglio aspettare, dato che non sono ancora entrato formalmente all’interno dell’editoria”, ha risposto l’amministratore di Lmdv, interpellato dal direttore editoriale del “Secolo d’Italia”. “Credo molto nell’informazione vera. Ho notato che i giovani traggono informazioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno informazione da firme autorevoli. Nel libero mercato un venditore ha libertà di scegliere il suo acquirente. Elkann ha preso la sua decisione”, ha spiegato Del Vecchio.

Gruber e Giannini all’attacco di Del Vecchio su Meloni, il  video

L’eredità del gruppo Luxottica

“A livello tecnico, siamo sei eredi – risponde Del Vecchio a una precisa domanda della Gruber -. Gli altri tre eredi hanno deciso di avvalersi del beneficio di inventario. Io ho accettato in maniera nuda e cruda l’eredità di mio padre. Non mi sento un eroe, mi sembra il minimo”. Poi osserva che “quella di Berlusconi (la successione, ndr) è un esempio di successione ben riuscita. La differenza di età e la lontananza dei nuclei familiari rendono le cose per noi più complesse”, prosegue Del Vecchio.””Un imprenditore autonomo come me si concentra più sul fare piuttosto che sul pubblicizzare quello in cui investe e i risultati. Posso capire che facciano più notizia il gossip e le cronache rosa ma penso che in questi anni ci siano stati molti risultati”.

“Il mio percorso come imprenditore autonomo – spiega Del Vecchio – è iniziato poco più di tre anni fa. Ho trentun anni, ma lavoro da quando ne ho ventuno, ho iniziato in un negozio di occhiali. Ho avuto la possibilità di vedere tutti gli aspetti della grandissima azienda che mio padre ha creato. Penso che mio padre sarebbe contento di questi ultimi quattro anni. Ma anche prima, altrimenti non sarei stato scelto per stargli accanto all’interno dell’azienda. I valori che mi ha insegnato? Il valore umano, che il cuore delle aziende sono le persone che rendono possibile il successo e la creazione di grandi campioni”.

Le domande di Bocchino

 

 

 

 

L’ingresso nel Giornale

Quando Massimo Giannini prova a incalzarlo dicendogli che passare dall’interesse per Repubblica a quello, poi concretizzatosi con l’acquisto del 30% delle quote del Giornale, può apparire come un cambio di linea poco comprensibile, Del Vecchio con estrema calma spiega: “Il mio cuore sta dalla parte di un’informazione libera e del pluralismo, ma pochi sanno che tutto è iniziato proprio con la trattativa per il Giornale”. E prosegue: “Se si pensa al Giornale, è l’ex Giornale di Montanelli. Pochi sanno che tutto è iniziato proprio con la trattativa per il Giornale. L’offerta a Gedi è stata successiva, in un percorso prestabilito un anno prima. Sono sempre dalla parte dell’informazione libera. Ho sempre rispettato il dna delle aziende, altrimenti significherebbe snaturarla. Giornali ed editoria non sono paragonabili a occhiali e frigoriferi, ma gruppi editoriali importanti lo sono diventati grazie al loro dna, alle firme e ai loro giornalisti”.

“La tv? Non corro troppo”

Del Vecchio frena ma non esclude in futuro di poter acquistare anche una televisione. “Mi è sempre stato detto che corro troppo, ma prima di fare un ulteriore passo come comprare una televisione è meglio aspettare, dato che non sono ancora entrato formalmente nell’editoria”. La decisione di investire nell’editoria, aggiunge l’imprenditore, “nasce perché credo molto nell’informazione vera. Ho notato che le nuove generazioni traggono soluzioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno le informazione da firme autorevoli e non da tiktoker”.

L’incidente in auto

L’erede del patron di Luxottica risponde anche sull’incidente avvenuto mentre era alla guida della sua Ferrari sulla tangenziale di Milano, per cui è indagato per le ipotesi di sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso: “Dopo essermi accertato dell’arrivo dei soccorsi, per non fare omissione di soccorso, ho chiamato l’autista perché aspettasse la polizia che dopo un’ora e mezza non era ancora arrivata e io avevo un impegno di lavoro, non per metter

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