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Dalla Puglia con amore: inviate decine di trecce di capelli per fare parrucche ai ragazzi ustionati a Crans Montana

La strage svizzera

Dalla Puglia con amore: inviate decine di trecce di capelli per fare parrucche ai ragazzi ustionati a Crans Montana

Cronaca - di Lucio Meo - 27 Gennaio 2026 alle 18:39

Sono oltre 100 le trecce donate per realizzare parrucche destinate ai ragazzi e alle ragazze ustionati nella tragedia del bar ‘Le Constellation’ di Crans-Montana, in Svizzera, la notte di Capodanno. L’iniziativa, promossa dall’associazione ‘Il Cuore Foggia’, ha coinvolto parrucchieri locali e donatrici da tutta Italia, dal Piemonte alla Toscana fino al Lazio, trasformando un gesto personale in una grande mobilitazione di solidarietà.

A raccontarlo è Jole Figurella, psicologa e presidente dell’associazione, che seguirà personalmente la consegna dei capelli in Svizzera a metà febbraio. “Non sono riuscita ancora a pesarli ma il contributo dei parrucchieri locali e quello delle donatrici di tutta Italia è stato notevole. Siamo a oltre 100 trecce. Una grande partecipazione”, ha detto all’Adnkronos. “Sono gesti di grande coraggio e generosità, non è facile rinunciare a qualcosa che ci mettiamo anni a far crescere”, ha aggiunto.

Trecce da Foggia per le vittime di Crans Montana

“Sono stata personalmente a Crans Montana subito dopo la tragedia – racconta – da quella occasione è partita l’idea della raccolta”. Dopo aver incontrato gli esponenti dell’associazione ‘Crans Montana Solidarietè’, una organizzazione nata proprio dopo la strage, “sono tornata in Puglia a Foggia, la mia città, e ho fatto partire la raccolta, riportando un riscontro altissimo non solo dai miei concittadini ma anche da altre regioni d’Italia”.

Intorno al 15 febbraio Figurella si recherà personalmente in Svizzera per la consegna all’associazione con cui è collegata. “Sto preparando e separando le scatole con capelli di lunghezze diverse”, spiega. Le ciocche devono avere infatti requisiti specifici: lunghezza minima di 35 centimetri, puliti e asciutti, naturali o colorati sani. Mentre sono esclusi quelli decolorati o trattati con hennè, come anche i dread, le extension e i sintetici. E’ preferibile che le ciocche siano legate strette con elastici.

“L’associazione Crans Montana Solidarietè’ nata dopo la tragedia di Capodanno ha intrapreso anche altre iniziative”, precisa Figurella. “Saranno loro a indicarci eventuali altri partner”. Un contributo notevole è giunto “dai 6 parrucchieri di Foggia e provincia che hanno aderito”, riprende. “Quando sono stata a Crans Montana ho potuto constatare come molte ustioni purtroppo hanno interessato le parti superiori: dorso, volto, testa. Il cuoio capelluto è danneggiato, in molti casi per sempre. Per gli impianti ai fini di una possibile ricrescita si valuterà in futuro. Ora, con le parrucche è importante mettere in condizione i ragazzi e le ragazze di essere accettati. Il trauma di questi adolescenti è grande“, sottolinea. “Come associazione ci occupiamo di maxi emergenze, protezione civile, calamità naturali, terremoti, missioni all’estero: ne abbiamo viste di situazioni drammatiche e sofferenze di diverso genere però questa volta, forse perché riguardava ragazzi, c’è stata una grande partecipazione e sensibilizzazione da parte non solo di adulti che solidarizzavano anche come genitori, ma anche di altri giovani: per esempio molte trecce e capelli mi arrivano dalle ragazze”. Anche per questo il gesto della donazione assume un valore profondo. “Non è come regalare un vestito. I capelli fanno parte della nostra identità”.

Figurella lo sa bene: è una paziente oncologica, ha perso i capelli e poi li ha visti ricrescere. Tagliarli di nuovo non è stato facile: “Io sono stata la prima a dare l’esempio, mi è costata fatica. Sembra sciocco perché i capelli ricrescono ma è difficile rinunciare a qualcosa che sentiamo molto nostra, è un atto davvero forte. Non è come donare un capo di abbigliamento. Io sono una paziente oncologica, avevo dei capelli bellissimi. Ero più giovane e quando li ho persi è stato triste. Poi sono ricresciuti e adesso li ho tagliati di nuovo. Da allora non avevo avuto il coraggio di tagliarli perché mi sentivo più protetta, non è solo una questione estetica. Ma farlo mi ha dato una gratificazione enorme”, osserva. Sui social scrive: “Ogni ciocca donata racconta una storia di generosità. Ogni treccia raccolta è un gesto concreto di vicinanza verso chi sta affrontando un momento difficile”. E intanto la solidarietà continua a crescere, come un fiume in piena.

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di Lucio Meo - 27 Gennaio 2026